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Kalulu: "Voglio restare al Milan, perché dovrei partire? Quest'anno voglio vincere"

Giovanni Benvenuto
Pierre Kalulu
Pierre Kalulu / Emilio Andreoli/GettyImages
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Pierre Kalulu, difensore francese del Milan, ha rilasciato una lunga intervista a Eurosport. Dal suo momento in rossonero fino a passare per alcuni compagni di squadra, per poi arrivare al rinnovo contrattuale e alla Nazionale francese. Ecco quanto affermato.

Sul momento al Milan: "Da gennaio ho giocato una serie di partite, grazie o per alcune assenze. Ma questo è il calcio. Sono sempre pronto. Quando sei in un club come il Milan, che è un'istituzione, devi sempre sentirti titolare. Quando sei chiamato sul campo, devi rispondere presente. Penso che tutti pensino a se stessi in questo modo, e anche io”.

Sul ruolo: "In realtà le mie preferenze cambiano a seconda della partita, della composizione della squadra, dell'avversario ... Tutto dipende da come devi giocare. Tutto può variare a seconda della faccia della partita e di ciò che mi viene richiesto. Non ho preferenze. Durante la mia formazione presso il Lione, ero già molto ‘sballottato’".

Sulla fiducia: “Per quanto riguarda le voci, ci siamo abituati. Da quando sono al Milan è sempre stata la stessa cosa in ogni finestra di mercato, e questa volta è stato il difensore... Ci adattiamo. Ma è ovvio che quando vedo certe affermazioni, mi fa un grande piacere, soprattutto quando provengono da un mito. E' gratificante”.

Pierre Kalulu
Pierre Kalulu / Marco Luzzani/GettyImages

Sugli elogi di Costacurta: "Quando sono gli ex grandi giocatori a dire questo genere di cose, ci sarà sicuramente qualcosa di più. Conoscono il calcio di alto livello e le caratteristiche della posizione, con tutte le componenti che lo accompagnano. La posizione di difensore è forse più ingrata di altre, un errore può costare caro e rovinare tutto il lavoro svolto. Più in generale, i complimenti fanno sempre piacere, che provengano dai giornalisti o dalle persone della tua vita quotidiana”.

Sulla tranquillità nel giocare: "Onestamente, i giocatori della mia generazione sono stati allenati con questo spirito. C'era molta aspettativa intorno a noi fin da piccoli, soprattutto quando ti alleni nel club. Inconsciamente, a forza di ripeterlo a te stesso, lo integri. E diventi automaticamente pronto, sei condizionato e preparato per questo".

Sulla pressione prima di una sfida: "Sono sempre molto concentrato. Ma per me, non c'è più pressione ora rispetto a quando ero più giovane. E' la stessa pressione. Nel tempo, penso che svanisca anche. Impari a gestirla e canalizzarla. So cosa posso fare e mostrare. Oggi c'è più desiderio di mostrare ciò di cui sono capace piuttosto che apprensione".

Sull'ipotetica rivalsa nei confronti del Lione: "No, solo un sentimento di orgoglio e piacere. È bello poter mostrare ciò di cui sei capace, rendere orgogliosi i tuoi cari e chi ti ama in generale. Sono felice di quello che sta succedendo".

Sul Milan: "Arrivando qui, ho davvero scoperto la sua immensità. Ci sono tifosi ovunque: ovunque andiamo, a Roma, Salerno o ancor più al Sud, ci sono sempre i tifosi che aspettano la squadra in aeroporto, in albergo... E' importante, puoi sentire che sono sempre con te. Onestamente, non me lo aspettavo. Qui c'è sempre bisogno di risultati, sia in allenamento che in partita. C'è un livello minimo da avere e devi sempre dare il massimo. E' il segno distintivo dei grandi club".

Su Ibra: "Ha ancora un posto molto importante nello spogliatoio e in campo, anche in questa stagione ha segnato tanti gol. Possiamo dire che è soprattutto grazie a lui se oggi siamo sulla strada giusta. Ora sta a noi dimostrare di aver capito cosa stava cercando di trasmettere. Quando tornerà, saremo sicuramente ancora più forti" riporta Pianeta Milan.

Pierre Kazeye Rommel Kalulu Kyatengwa
Pierre Kalulu / Giuseppe Bellini/GettyImages

Sull'arrivo di Adli: "Non mi dispiace! Parliamo francese tra di noi, ma in campo cerchiamo sempre di farlo in italiano perché tutti capiscano. Questo significa soprattutto che in Francia ci sono giocatori di qualità. Siamo osservati e ricercati, è gratificante".

Su Giroud: "E' un giocatore di altissimo livello. Ha sempre voglia di progredire, di imparare e di segnare. Quello che mi colpisce sono i suoi movimenti e la sua intelligenza di gioco, ovviamente l'ho seguito nei suoi vari club ma, quotidianamente, vedi che è di altissimo livello. Inoltre, ha imparato l'italiano molto rapidamente. Non è ancora perfetto, ma sta arrivando. Ha appena segnato 4 gol in 3 partite. Giroud esige rispetto. Quando sta bene è perfetto per noi".

Su Maignan: "Per me, dopo il girone d’andata, la risposta è sì. E' stato in grado di salvarci quando necessario. Il suo gioco con i piedi mi impressiona ogni giorno, ha appena fatto un assist. Mike si è comportato come un leader dal momento in cui è arrivato, anche quando non parlava la lingua. Non esita a dire quello che ha da dire, a dirigerci. E' un giocatore con una forte etica del lavoro. Solo a vederlo ti fa venire voglia di seguirlo. Possiamo dire che è un leader naturale, sul campo e a parole. Inoltre, ha l’esperienza di aver già vinto. Sa cosa fare per raggiungere il successo. E se inizia pure a fare assist..."

Su Theo Hernandez: "Tutti quelli che sono un modello di successo sono fonte di ispirazione. Fin dai primi mesi, quando giocavo di meno, lo guardavo dalla panchina ed era già impressionante. E' arrivato al Milan, qui si è evoluto e ha mostrato di cosa era capace. Questa è la strada che tutti noi vogliamo intraprendere. Theo è un esempio".

Theo Hernandez
Theo Hernandez / Marco Canoniero/GettyImages

Sulla Francia: "I Bleus sono un sogno. Stiamo parlando della squadra campione del mondo, con grandi giocatori... Se ci arriverò, vuol dire che avrò fatto una buona stagione con il Milan. Sarebbe una ricompensa per il duro lavoro. Quando lavori e sei in un club come questo, ti prepari per questo tipo di momenti. Lavoriamo per questo".

Sullo Scudetto: "Tutto può girare molto velocemente. Lo abbiamo visto nel derby. La scorsa stagione è stata positiva, anche molto positiva, ma alla fine non abbiamo vinto nulla. Io, personalmente, voglio vincere qualcosa quest'anno".

Sul derby di coppa contro l'Inter: "Quando arrivi a questa fase della competizione, mancano solo tre partite prima della vittoria finale. E' il modo più veloce per vincere qualcosa. Sappiamo che l'Inter giocherà con più voglia dopo la sconfitta in campionato. Saranno accesi, ma lo saremo anche noi".

Sul rinnovo contrattuale: "Mi sento bene qui e mi sono adattato perfettamente al club. Parlo abbastanza bene la lingua e mi sento a mio agio nella vita di tutti i giorni. Voglio fare delle belle cose con il Milan e voglio restarci. Non c'è motivo di voler partire".

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