Juventus

Salvate il soldato Rabiot! Troppi pregiudizi: non si giudica un calciatore dai frame!

Antonio Parrotto
Adrien Rabiot
Adrien Rabiot / MB Media/Getty Images
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Il nuovo spot nazionale, di giornalisti ma anche di semplici tifosi della Juventus, sembra essere diventato quello di dare addosso ad Adrien Rabiot. Sui social in questi giorni circolano dei frame sul centrocampista francese che riguardano due momenti della partita con lo Spezia: il primo sull'azione che porterà al 2-2 di Chiesa, il secondo sul 3-1 su un'azione difensiva, sul salvataggio di Locatelli sulla linea.

Come si evince dai due frame qui sopra, Rabiot sembra avere una postura quasi 'disinteressata' rispetto all'azione. Nella prima, sembra guardare l'azione d'attacco dello Spezia, un 6 vs 4 a favore della sua squadra, nella seconda invece sembra guardare lo scatto di Verde che stava per regalare corner alla Juve. Andando ad esaminare le due immagini, dal video, si possono smontare facilmente queste prove poco provate. Innanzitutto, mai giudicare dai frame, che non raccontano la verità. Guardate la prima immagine. Qui sotto trovate una seconda immagine, della stessa azione, pochi secondi prima: vedrete Rabiot correre all'indietro. Guardando l'azione, un contropiede, il centrocampista francese recupera la posizione, è a centrocampo e arriva al limite dell'area guardandosi attorno, seguendo Verde (in basso a destra) e assicuratosi che il giocatore dello Spezia non prenderà parte all'azione offensiva, si ferma al limite dell'area, forte del 6 vs 4 dei suoi (stessa cosa fa McKennie, che corre all'indietro più lentamente rispetto ad Adrien).

Nel secondo frame, quello del gol di Chiesa, andando a rivedere i filmati, si può notare la staticità di tutti i giocatori vicini all'azione, compreso Rabiot, che probabilmente spera nel non recupero di Verde. L'unico a crederci è Chiesa, che alla fine avrà ragione, vincerà il rimpallo e andrà a far gol. Ma perché criticare Rabiot? Lo si fa per partito preso, ormai. E allora, perché non esaltare l'assist fatto a Kane per il gol del vantaggio con un buon inserimento senza spalla e una buona sponda di testa? Ne avete sentito parlare per caso? No. C'è del pregiudizio, è palese. Ma bisognerebbe essere obiettivi nei giudizi.

Sarri disse di lui: "È un giocatore forte. Con qualità tecniche e fisiche non comuni. Ha uno strapotere quando strappa che ho visto in pochi. È un ragazzo con un carattere chiuso che ha cambiato squadra, campionato e Paese. Ci ha messo qualche mese a capire ma sta venendo fuori. Tanti stranieri di livello hanno fatto questo percorso. Sta giocando con un buon livello di personalità. Dà sensazione di sicurezza e tranquillità in campo". Pirlo gli ha fatto eco: "E' un giocatore completo, raramente ho visto uno così forte sia fisicamente che tecnicamente. Non sa neanche lui le potenzialità di miglioramento che può avere, ci lavoriamo mentalmente per fargli capire che è un campione". Dello stesso avviso Allegri: "E' un giocatore straordinario, non sa nemmeno lui le potenzialità che ha. Quando strappa ti porta viva, e per come ha giocato tecnicamente sono molto contento".

Adrien Rabiot
Adrien Rabiot / Pier Marco Tacca/Getty Images

Se tre indizi non fanno una prova, poco ci manca. Chi discredita risponderà: un allenatore deve difendere il suo giocatore (vero, ma i tre tecnici si sono sbilanciati tanto parlando del francese) e soprattutto dopo 3 anni il discorso è sempre lo stesso, si parla di potenzialità inespresse. Vero anche questo. Forse qui si gioca il dibattito: Rabiot non è un campione e probabilmente mai lo diventerà. Ma non è una pippa. E' questo. E' un buon giocatore, con degli alti e dei bassi, come ce ne sono tanti. Non avrebbe giocato nel famoso centrocampo Marchisio-Pirlo-Vidal-Pogba ma è un titolare della Nazionale francese, probabilmente la Nazionale più forte al mondo attualmente. Bisognerebbe giudicarlo per le sue singoli prestazioni, senza pregiudizi, e non attaccarsi a cose che non esistono. Senza accanirsi. Salvate il soldato Rabiot!


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