Juve, ti conviene dire addio a Ronaldo? Pro e contro di una sua eventuale cessione

Andrea Gigante
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo / Marco Canoniero/Getty Images
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A 7 giorni dalla chiusura del calciomercato, tiene banco in casa Juventus la situazione legata a Cristiano Ronaldo. Il portoghese non ha preso bene la panchina contro l'Udinese e stamattina ha abbandonato anzitempo l'allenamento a causa di un infortunio al braccio del quale non si conosce ancora la gravità.

Nonostante la smentita via social delle voci che parlavano di un suo clamoroso ritorno al Real Madrid, il giocatore ha comunque intenzione di cambiare aria. A suo avviso, la Juve sarebbe ben lontana dal livello dei top team europei e preferirebbe dunque trasferirsi altrove per provare a vincere la sua sesta Champions League.

Tuttavia, un trasferimento di questa portata appare difficile in così poco tempo. La dirigenza bianconera ha espresso di non volersi opporre a un suo trasferimento, ma per motivi contrattuali non può liberare Cristiano, permettendogli di andarsene a zero. Per la Vecchia Signora, alleggerirsi dell'ingaggio da €603k a settimana (31 milioni netti a stagione) sarebbe una boccata d'aria incredibile a livello di bilanci, però purtroppo è costretta a vendere il fenomeno portoghese per una cifra intorno ai 20/25 milioni di euro per non andare in minusvalenza.

Le uniche due soluzioni possibili sono Manchester City e Paris Saint-Germain, anche se a quanto pare né l'una né l'altra intendono avanzare proposte per un 36enne dal salario così elevato.

Presumibilmente, il destino di CR7 sarà ancora a tinte bianconere, non per volontà, bensì per necessità. Nel calciomercato non è mai detta l'ultima parola e a 7 giorni dal 31 agosto potrebbe concretizzarsi un suo trasferimento. Ma per la Juve converrebbe privarsi di Cristiano Ronaldo?

Analizziamone pro e contro a livello tattico ed economico.

I contro

21 gol in 31 partite (2018-19), 31 gol in 33 partite (2019-2020) e 29 gol in 33 partite (2020-21): questo lo score in Serie A di Cristiano Ronaldo da quando veste la maglia bianconera. Se poi consideriamo anche Coppa Italia e Champions League, nei 3 anni di Juve il portoghese ha segnato 81 reti in 98 incontri. In parole povere, con CR7 in campo la Juventus ha sempre iniziato la partita 1-0.

Dal punto di vista realizzativo, mettere in discussione Cristiano Ronaldo è da folli. Un suo addio metterebbe in seria difficoltà la dirigenza che si ritroverebbe nelle condizioni di trovare un sostituto in grado di garantire questi numeri in zona gol.

Ma Ronaldo è molto più di un semplice giocatore di calcio, è un marchio. Il suo apporto alla Juventus non si manifesta esclusivamente sul campo, ma ha un'influenza anche sulle casse bianconere. Calcio e Finanza è andato a fare i conti nelle tasche di Agnelli e ha evinto che nel 2017-18 (pre-CR7) i ricavi erano di 86,9 milioni, mentre l'anno scorso nonostante il Covid hanno raggiunto i 129,6 milioni (+49%)

A cascata, sono cresciuti anche gli introiti legati agli sponsor, con Adidas che passa da 23 a 51 milioni a stagione e Jeep (marchio che è entrato nel gruppo Stellantis) che da 17 è salito fino a 45 milioni annui.

A livello commerciale, anche i social ricoprono un ruolo preponderante. Con 332 milioni di followers Cristiano Ronaldo è al momento il profilo più seguito al mondo su Instagram; il seguito del portoghese sale fino a mezzo miliardo di utenti se invece consideriamo tutte le piattaforme. Pertanto, averlo portato in bianconero ha comportato (e tuttora comporta) una crescita anche per i canali della Juventus.

Stando ai dati di Football Benchmark, il giorno prima dell'annuncio di CR7, la Vecchia Signora aveva poco più di 6 milioni di seguaci su Twitter e 12,2 milioni su Instagram. Oggi invece questi numeri sono schizzati rispettivamente a 9,4 (considerando che Twitter è un social di nicchia, l'aumento di 3 milioni è notevole) e 51,2 milioni.

La Juventus ne ha guadagnato così in termini di visibilità, di esportazione del marchio in giro per il mondo, di engagement e merchandising. Quindi, lasciar andare Ronaldo comporterebbe un'inflessione o perlomeno un rallentamento di questa crescita.

I pro

Passiamo ora agli aspetti positivi di un'eventuale cessione di Ronaldo, ma restiamo nell'ambito dei bilanci economici. Partiamo smentendo un luogo comune che sentiamo ormai da 4 anni:

No, Cristiano Ronaldo non si ripaga da solo. Si tratta di un investimento costoso non solo nel breve periodo, ma anche a distanza di anni. Nell'estate 2018, i bianconeri versano 115,5 milioni nelle casse del Real Madrid per portare il portoghese a Torino, ma le spese non finiscono di certo lì.

Con un ingaggio lordo di €57,3 milioni e €28,8 milioni di ammortamenti, Cristiano grava ogni anno 86,2 milioni sulle casse bianconere. Dal suo arrivo è salito anche il costo per gli stipendi dell'intera rosa che è passato dai 300 milioni del '18/19 ai quasi 400 dello scorso anno (fonte Calcio e Finanza), tenendo conto che nella passata stagione i giocatori si sono sensibilmente ridotti il salario.

Cristiano Ronaldo, Dejan Kulusevski
Un'esultanza iconica / Valerio Pennicino/Getty Images

Naturalmente, una società organizzata come la Juventus aveva previsto un esborso simile, ma i mancati successi in termini sportivi non hanno portato a un contenimento delle spese. Inutile girarci attorno: Ronaldo è stato acquistato per vincere la Champions, ma dal suo arrivo, per un motivo o per l'altro, la Juve non ha mai raggiunto i risultati sperati. Pertanto, ora come ora, CR7 è un'emorragia di denaro e se i bianconeri dovessero venderlo sarebbe economicamente una liberazione.

Passando sul piano tecnico, un giocatore come Cristiano Ronaldo pretende di giocare quasi tutte le partite dal 1' anche quando non è palesemente in forma. Nella costruzione degli schemi, Allegri prima, Sarri e Pirlo poi hanno dovuto sempre fare i conti con la figura accentratrice del portoghese che, per via dell'età, non può più fare l'esterno d'attacco e come centravanti preferisce uscire dall'area, lasciando la Juve orfana di presenza in zona gol.

Inoltre, schierarlo in maniera fissa limita sensibilmente la crescita di altri giocatori della rosa, Dybala in primis, che devono accontentare di un semplice ruolo di scudieri del fenomeno portoghese.

Questo articolo non intende dare una risposta precisa alla situazione di Cristiano Ronaldo; detto onestamente, non vorremmo trovarci nelle condizioni della dirigenza bianconera in questo momento. Decidere se tenerlo in squadra o lasciarlo partire è una questione complessa che tocca diversi aspetti, non esclusivamente sportivi.


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