Atalanta

Josip Ilicic e l'Atalanta: una storia (in)finita

Giovanni Benvenuto
Josip Ilicic
Josip Ilicic / Marco Luzzani/GettyImages
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La cosiddetta liason amorosa tra Josip Ilicic e l'Atalanta si è chiusa il 31 agosto. Il club bergamasco - attraverso i suoi canali ufficiali - ha comunicato la rescissione consensuale del contratto, con il calciatore che adesso sarà libero di trovare un nuovo club per il proseguimento della sua carriera.

Ilicic, nel corso di questi ultimi anni, è stato un fattore determinante per l'exploit della Dea, non solo in campo nazionale ma anche in quello europeo. Basti pensare ai gol siglati durante l'edizione 2017/2018 in Europa League (4 per l'esattezza, conditi anche da 2 assist). In Champions League invece come non dimenticare la manita rifilata al Valencia tra andata e ritorno, doppia sfida in cui lo sloveno ha dato prova di tutta la sua forza e del suo talento. Nel corso della sua avventura con la maglia orobica, Ilicic ha inanellato 171 presenze e 60 reti con la masterclass del Mestalla e le reti segnate al BVB in EL che ancor oggi portano bei ricordi alla "curva dritta" del Gewiss Stadium. Sembrava essere un momento d'oro per l'attaccante, ma nel 2020 - complice anche la diffusione del Covid-19 - ci fu l'inizio della fine.

La caduta

Tutto è cominciato nei primi mesi del 2020 quando la diffusione del Covid-19 ebbe conseguenze enormi per il paese, specialmente a Bergamo. Purtroppo si ricordano tuttora le bare dei cittadini trasportate dall'esercito. E poi? Le accuse rivolte anche a quella partita giocata a San Siro contro il Valencia che - secondo molte persone - sarebbe stata una delle cause scatenanti della circolazione del virus nel bergamasco.

Il tutto pesò anche nella testa di Josip, che dopo aver giocato l'ultima partita del 2020 contro la Juventus si rifugiò in un silenzio quasi assordante. La gente si domandava: dov'è finito Ilicic? Dov'è finito quel campione indispensabile per la Dea? A rompere il silenzio - ai microfoni di TYC Sports - fu Alejandro Gomez, detto El Papu. L'argentino - allora compagno di squadra dello sloveno - dichiarò che Ilicic era entrato in depressione. Poi la provvisoria luce in fondo al tunnel, il giorno in cui il calciatore tornò sul rettangolo verde il 17 ottobre 2020 in occasione della sfida contro il Napoli al San Paolo. Ma l'ombra nera della depressione lo divorò nuovamente quest'anno, con anche Gian Piero Gasperini che rilasciò delle dichiarazioni a riguardo: “Per me non è facile parlare di questa situazione personale. A Josip saremo sempre vicini, sono situazioni che vanno al di là del calcio e noi con lui abbiamo sempre avuto un rapporto solido. La nostra testa è una giungla, figurarsi per noi. Non si è mai impegnato tanto come quest’anno. Io l’ho avuto anche a Palermo e non l’ho mai visto così impegnato. Lo aspetteremo tutta la vita come persona, come calciatore è imprevedibile. I medici non sanno darci una risposta, non posso darla io. Ne parlo questa volta per non parlarne più, è una cosa delicata”.

L'addio

Dopo la caduta, un addio inevitabile. Ilicic si separa dall'Atalanta con quello spazio in campo non più ritrovato. L'ultima presenza con la Dea risale al match conclusivo contro l'Empoli della passata stagione, poi una scomparsa definitiva dai radar con l'Atalanta che - nella giornata di ieri - ha pubblicato un video sui social per omaggiare lo sloveno.

Non solo: anche un comunicato quasi strappalacrime nel ricordare quello che era un giocatore fondamentale negli schemi del Gasp, con quest'ultimo che l'ha sempre supportato forse nel momento più difficile della sua carriera. Ilicic se ne va da Bergamo probabilmente con l'amaro in bocca. Adesso una nuova sfida per quel "professore" che con le sue giocate ha mandato in visibilio una piazza intera.


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