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Italia-Svizzera, lettera di 11 Campioni del Mondo agli Azzurri: "Andiamo in Qatar per vincere"

Lorenzo Mariantoni
Il gruppo Italia
Il gruppo Italia / Claudio Villa/GettyImages
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Domani sera alle ore 20.45 l'Italia scenderà in campo contro la Svizzera, match valido per le qualificazioni al Mondiale in Qatar in programma tra un anno: in vista della sfida dell'Olimpico, 11 Campioni del Mondo (mai dimenticati) tra il 1982 e il 2006 hanno inviato diversi messaggi di incoraggiamento e buon auspicio ai freschi Campioni d'Europa del CT Roberto Mancini.

Una sorta di rito di passaggio con la speranza che questi tra ricordi, aneddoti e analisi possano portare fortuna alla Nazionale per quanto riguarda la conquista della pass per la rassegna iridata e non solo.


1. Zoff a Donnarumma

Dino Zoff
Dino Zoff / Alessandro Sabattini/GettyImages

"Coraggio, ce la faremo di sicuro...Ma sì, azzurri, avete affrontato di peggio nella vostra carriera. Avete giocato finali e semifinali con la Nazionale, con i vostri club, partite molto più importanti, quindi non potete temere questa partita con la Svizzera.

O meglio: temere sempre, perché gli avversari vanno rispettati e sono forti, e la Svizzera ha dimostrato di essere una squadra di valore che all’Europeo ha eliminato la Francia.

Ma noi siamo superiori. Sinceramente non credo che ci possano essere troppi problemi, ci qualificheremo. Pensiamo soltanto a far bene e stiamo attenti in ogni momento.

Abbiamo il vantaggio di giocare in casa, all’Olimpico, con i nostri tifosi, e lì è difficile perdere. Poi si vedrà. In teoria potremmo anche ripeterci, in tempi recenti ci sono riusciti Spagna e Francia che, dopo aver vinto una fase finale, si sono confermate nel torneo successivo, Europeo o Mondiale che fosse".

2. Gentile a Di Lorenzo

Claudio Gentile
Claudio Gentile / Alessandro Sabattini/GettyImages

"Forza azzurri, non scherziamo, ormai siamo un passo dalla qualificazione, questa è una grande occasione da non lasciarsi sfuggire. Siamo tutti qui ad aspettare che finalmente l’Italia torni a giocare un Mondiale dopo aver mancato quello in Russia.

Otto anni sono lunghi. Sinceramente un’altra fase finale senza gli azzurri non è possibile, non riesco a immaginarla. E poi è un’occasione favorevole: giochiamo in casa e, con tutto il rispetto per la Svizzera, non possiamo temere questa sfida.

Che sia vittoria, non importa in quale modo arrivi. Tre punti e andiamo in Qatar. Dopo un grande successo com’è stato l’Europeo non si può essere costretti a vincere sempre, lo so.

Anche noi del Mundial ’82 abbiamo perso il treno per l’Europeo dell’84. Succede. Però quello era un momento no per il calcio italiano, qui invece abbiamo Nazionale giovane e forte che, se va al Mondiale, ne sono convinto, può ripetere la sorpresa come è stato all’Europeo".

3. Materazzi a Bonucci

Marco Materazzi
Marco Materazzi / Shaun Botterill/GettyImages

"La Svizzera mi riporta alla mente due amichevoli in un Paese che ci avrebbe portato bene: gli ultimi due test prima del Mondiale 2006. Anche quei due pareggi, in apparenza deludenti, ci diedero una spinta forte: non erano in tanti a credere in noi.

Bonucci sa cosa intendo: lui sa qual è il gusto della sfida ad oltranza, conosce la forza che può dare mettersi alla prova. Domani ne avrà un’altra importante, tanto più adesso che sa di dover essere la guida sicura di una difesa priva di Chiellini: non solo il capitano della squadra, e prenderà la sua fascia, ma anche un punto di riferimento per certi equilibri.

Per Bonucci parla la carriera: di sicuro non gli è mai mancata personalità. Prendere per mano una squadra gli viene naturale.

C’è già un ricordo di un’occasione sprecata che secondo me lo tormenta ancora, quella di quattro anni fa contro la Svezia: per Leo domani sarà un’ulteriore motivazione in più, se mai ne avesse bisogno...".

4. Collavati ad Acerbi

Fulvio Collovati
Fulvio Collavati / Alessandro Sabattini/GettyImages

"La Svizzera mi evoca dei bei ricordi. Ci giocai contro, a Ferrara, con la Nazionale sperimentale, nel novembre 1978. Avevo il numero 2 e marcavo l’11, Botteron.

Giocai una buona partita e, qualche mese più tardi, nel febbraio 1979, Enzo Bearzot mi fece esordire nella Nazionale maggiore, con l’Olanda. La Svizzera è un buon ricordo sulla strada di un Mondiale vinto. Mi auguro che possa diventarlo anche per gli azzurri di Mancini.

L’assenza di Chiellini è pesante, ma io mi fido di Acerbi. Mi piace per come è cresciuto e ha pilotato la sua carriera. Se arrivi al Milan e il Milan non ti conferma, puoi anche lasciarti andare. Invece Francesco ha lottato, è migliorato ed è arrivato al top.

Un consiglio per la Svizzera: pensi solo a difendere. Non sono tra gli entusiasti della costruzione dal basso. Lo dice la parola stessa: un difensore deve difendere.

Francesco si concentri al massimo per non far segnare la Svizzera. A costruire i gol ci penseranno i compagni".

5. Cabrini a Emerson

Italian defenders Antonio Cabrini (L) an
Cabrini e Gentile / STAFF/GettyImages

"Cross dalla destra di Gentile, io ho incrociato in rete di sinistro. È stato il gol del pareggio a Ginevra, nell’ultima amichevole prima del Mondiale di Spagna ‘82. Contro la Svizzera erano sempre partite combattute, difficili.

Da allora il calcio svizzero è cresciuto parecchio, ma noi siamo i campioni d’Europa e, con tutto quello che ci ha regalato la Nazionale di Mancini, non possiamo non essere ottimisti. L’Italia giocherà una grande partita, Roma vivrà un’altra notte magica.

Emerson Palmieri deve sgombrare la testa dai pensieri negativi e giocare leggero. Non deve pensare alla stagione difficile al Chelsea ormai alle spalle e al paragone con Spinazzola, travolgente nella prima fase dell’Europeo.

Emerson a Lione è tornato a giocare e a segnare. Mancini ha costruito la prima Italia sulla sua spinta a sinistra. È stato una pedina importante e lo sarà anche domani".

6. Tardelli a Barella

Marco Tardelli
Marco Tardelli / Alessandro Sabattini/GettyImages

"So di ripetermi, ma lo faccio volentieri: non dico che Barella mi assomiglia, perché trovo che certi paragoni spesso siano forzati e li lascio volentieri ad altri; però ribadisco che Barella, oggi, non è solo una delle migliori mezzali italiane, ma d’Europa.

Il suo ritmo dà coraggio ai compagni e spaventa gli avversari, li stanca. Impressiona per continuità nell’intensità, tecnicamente migliora anno dopo anno, tatticamente può ancora fare passi avanti.

E comunque non credo che questa Italia-Svizzera sarà una partita più di tanto tecnica, serviranno altre qualità e Barella le ha tutte: compreso il coraggio di cercare il gol e la capacità di segnarne.

Non ho mai avuto dubbi che potesse recuperare per domani, dopo lo stop nel derby: è sardo, testardo nel senso migliore del termine e soprattutto tosto. Difficile buttarlo giù, come quando prende la palla, parte e va: ne conosco un altro che lo faceva...".

7. Marini a Locatelli

Gianpiero Marini
Gianpiero Marini / Alessandro Sabattini/GettyImages

"Io una mediana come quella della nostra Nazionale non la vedo in giro. È completa e ben assortita, ha tutto: geometria, tecnica, forza, corsa...

Roberto Mancini ha fatto davvero un gran lavoro, grazie alle sue idee e al coraggio di chiamare anche ragazzi che nel giocavano nel loro club. Barella, per le qualità che ha già dimostrato e per i margini di miglioramento dell’età, è destinato a diventare uno dei più forti centrocampisti del mondo e già adesso ne vedo pochi alla sua altezza.

Mi ricorda il giovane Lele Oriali per la qualità e la passione del suo gioco. Ma mi piace tantissimo anche Locatelli. Alla Juve serve di più al centro della mediana, in Nazionale è stato impiegato soprattutto da interno, dove può sfruttare di più la sua professione e l’attacco all’area.

Ma il ruolo non è la cosa più importante. Quello che conta è che un ragazzo come Locatelli sa fare tutto e sa farlo bene: attaccare, difendere, creare, recuperare palla... Questa Italia andrà al Mondiale e sarà protagonista".

8. Totti a Jorginho

Francesco Totti
Francesco Totti / Alessandro Sabattini/GettyImages

"Fa uno strano effetto mandarvi un “in bocca al lupo” per la partita contro la Svizzera attraverso le pagine de «La Gazzetta dello Sport».

Mi sembra ieri che ero a Berlino, ad alzare la Coppa del Mondo, mentre invece sono passati già quindici anni. Proprio per questo dico che, dopo l’amarezza della mancata qualificazione al Mondiale del 2018, stavolta dobbiamo farcela ad andare in Qatar, scendendo in campo per affrontare i campioni i più forti del pianeta.

Perché quello è il posto in cui una squadra come l’Italia dovrebbe sempre stare. Le qualità per farcela, comunque, le abbiamo tutte e lo abbiamo dimostrato all’Europeo. da un gran portiere come Donnarumma a attaccanti bravi e pronti a sacrificarsi.

E poi in regia c’è uno come Jorginho, che sta vivendo un momento magico. Anche grazie a lui fra un anno potremo essere al Mondiale sognando di alzare ancora la Coppa".

9. Conti a Chiesa

Bruno Conti
Bruno Conti / Alessandro Sabattini/GettyImages

"Avete già capito che cosa significhi far impazzire l’Italia di gioia, grazie a quello splendido Europeo che avete vinto e con cui ci avete fatto battere il cuore.

Adesso vi faccio l’in bocca al lupo perché battiate la Svizzera e, dopo l’amarezza del 2018, ci riportiate a giocare quel Mondiale che sarà sempre la “casa” della Nazionale.

Sono convinto che ce la farete, anche perché voi azzurri, guidati da un commissario tecnico come Roberto Mancini, avete tutte le qualità che servono per superare l’ostacolo che affronterete all’Olimpico.

Un augurio speciale, poi, voglio farlo a Chiesa, visto che, come me, immagino che sarà chiamato a correre molto sulla fascia per creare occasioni e, se possibile, fare anche gol.

Ma non voglio soffermarmi sui singoli. Per farcela c’è bisogno della squadra e di tanto tifo. E il mio, da campione del mondo, ce l’avrete sempre".

10. Altobelli a Belotti

Alessandro Altobelli
Alessandro Altobelli / Alessandro Sabattini/GettyImages

"L’assenza di Immobile è grave anche perché non è utilizzabile Kean, che ha gamba, coraggio, carattere, qualità di un centravanti.

Scamacca mi sembra meno pronto, al pari di Pinamonti, per restare ai giovani. Se Belotti fosse al meglio, sarebbe l’unica alternativa a Immobile, ma non mi pare sia al top della condizione.

Comunque è un combattente. Se il Mancio lo schiera, possiamo fidarci. Ma ci sta anche un tridente Berardi, Bernardeschi, Insigne.

Sono esterni ma hanno tecnica, rapidità, dribbling, senso della porta: per questa sfida possono funzionare.

Per il Mondiale bisogna però trovare un centravanti capace di imporsi in campo internazionale, tipo Rossi, Graziani, Bettega… Immobile segna tanto in A però non è ancora di quel livello. Per questo spero che Mancini lavori su Kean, il più attrezzato, il più promettente".

11. Antognoni a Insigne

Giancarlo Antognoni
Giancarlo Antognoni / Alessandro Sabattini/GettyImages

"In Svizzera ho chiuso la carriera: due stagioni al Losanna. Sono stato bene. È un bel ricordo anche l’ultima amichevole giocata a Ginevra prima dell’esaltante avventura al Mundial di Spagna.

Ero capitano. Oggi è più difficile affrontare la nazionale svizzera, ma noi siamo i campioni d’Europa e abbiamo tutto per vincere e risolvere la pratica della qualificazione.

Insigne è il nostro uomo più fantasioso, quello che dovrà trasformare la pressione della squadra in occasioni da gol, contro una Svizzera che immaginiamo molto prudente e ben chiusa.

Il ruolo di Lorenzo quindi sarà fondamentale. Ma è al top della maturità di calciatore, è diventato un uomo squadra completo nelle due fasi, è il leader del Napoli capolista.

Ha lo spirito giusto per guidare l’Italia. Era in panchina durante lo spareggio con la Svezia. Non ne vuole vivere un altro...".


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