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Inzaghi: "Ho visto bellissimi segnali. L'Inter è forte nonostante le assenze, sono fiducioso"

Antonio Parrotto
Simone Inzaghi
Simone Inzaghi / Silvia Lore/GettyImages
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L'Inter ha vinto per 3-0 contro la Roma, allo stadio Olimpico. Simone Inzaghi, allenatore dei nerazzurri, ha parlato ai microfoni di DAZN, analizzando l'esito del match odierno. Ecco le dichiarazioni del tecnico interista.

L'Inter più bella?
"Non lo so, anche altre volte abbiamo giocato bene. Abbiamo affrontato una squadra che in casa aveva perso solo il derby e vincere a Roma in questa maniera ci ha dato tanta autostima. E' un bellissimo segnale. I nostri tantissimi tifosi che son venuti qua a Roma penso che saranno contenti".

Bastoni diventa un attaccante?
"Sì, mi piace. Ho la fortuna di allenare giocatori importanti, anche a destra D'Ambrosio o Skriniar hanno fatto bene. Ho fatto cinque gare in grandissima emergenza e nessuno se ne è accorto e questo per un allenatore è un segnale bellissimo. Anche la Roma aveva delle assenze. Vediamo come sta Correa, Lautaro non stava benissimo, mi aveva dato disponibilità, è troppo importante per noi, vedremo se riuscirà a recuperare per martedì. Il conto con gli infortuni è salato ma bisogna trovare risorse, utilizzare tutti gli uomini che abbiamo".

Tante rotazioni?
"La fortuna di avere giocatori importanti a disposizione è una fortuna. Oggi non è entrato Gagliardini che tre giorni fa è stato il migliore, ha fatto gol, ma devo cercare di coinvolgere tutti. Ho elementi tutti disponibili e uniti per la causa e poi di volta in volta cerco di utilizzare il migliore per la partita che andiamo a fare".

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi / Silvia Lore/GettyImages

Sei tu che chiedi questo gran movimento in campo?
"Ho giocatori di grande qualità ma la mobilità nel calcio d'oggi, l'occupazione degli spazi, è molto importante. Cerco di sviluppare questa caratteristica ogni giorno di più".

Ora la squadra è più libera di testa?
"E' da tanti anni che le mie squadre giocano in un determinato modo. Anche negli anni passati con la Lazio giocavamo molto bene, divertivamo, stavamo facendo molto bene quando è arrivato il Covid, non erano risultati casuali e scontati. Ora ho avuto la fortuna di essere arrivato in questa grandissima squadra. Abbiamo perso giocatori importantissimi per la vittoria del campionato scorso, non ci siamo abbattuti. Il primo obiettivo era salvaguardare il club. Quando eravamo dietro di 10 punti ero sereno perché vedevo i ragazzi fare bene e 3 rigori ci sono stati fatali. Stiamo crescendo e continuiamo così".

Come vive questo momento?
"Tornare all'Olimpico non è normale, è stato il mio stadio per 21-22 anni, è sempre qualcosa di particolare ma ero concentratissimo su questa partita, perché era impegnativa. La Roma aveva un undici molto competitivo nonostante le assenze, i miei ragazzi e il mio staffo sono stati straordinari".


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