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Intreccio Lautaro-Dybala: cosa guadagna l'Inter dal possibile tango argentino?

Youssef Fadili
Dybala e Lautaro
Dybala e Lautaro / JUAN MABROMATA/GettyImages
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Chi sognava in casa nerazzurra un nuovo tandem tutto argentino, in grado di comunicare alla perfezione e conquistare una piazza intera solamente con un pallone, sembrerebbe dover rinunciare alla propria idea. Si complica giorno dopo giorno la possibilità di vedere convivere Lautaro Martinez e Paulo Dybala, legati da un intreccio di mercato per cui solo uno dei due vestirà la maglia dell'Inter nel corso della prossima stagione.

A rilanciare questa possibile circostanza è Tuttosport, quotidiano torinese che da settimane oramai segue da vicino i continui sviluppi della vicenda Dybala - dal mancato rinnovo alla sua prossima destinazione. Bocciata la possibilità di essere trasferito al Barcellona in seguito alle nette dichiarazioni di Xavi, ha preso sempre più piede nel corso degli ultimi giorni la pista che porterebbe l'argentino a "tradire" la Vecchia Signora per passare alla sponda nerazzurra di Milano.

Giuseppe Marotta
Beppe Marotta / Giuseppe Cottini/GettyImages

Un sacrificio necessario

I costi dell'operazione appaiono facilmente arginabili, anche in virtù delle quasi certe separazioni con i costosi cileni Vidal e Sanchez. In attacco, però, l'obiettivo resta sempre al momento un riferimento del peso di Gianluca Scamacca, per cui l'Inter necessiterebbe di un'ingente somma di denaro per far fronte alle richieste prima del Sassuolo e poi a quelle dell'attaccante in uscita dalla Juventus.

In vista di un finale di stagione che potrebbe non premiare i nerazzurri in campionato, la società di Steven Zhang potrebbe necessitare - per i minori proventi ottenuti dal piazzamento in campionato - di una cessione importante per finanziare il colpo grosso estivo in attacco. Sono pochi ad oggi gli elementi effettivamente in grado di poter portare una buona somma di denaro ad Appiano Gentile. Se sembra un miraggio un addio di uno tra Skriniar e Barella, diversa è la situazione di Lautaro Martinez.

L'argentino, richiesto secondo Tuttosport da Antonio Conte al Tottenham e dal Cholo Simeone all'Atletico Madrid (a cui è accostato anche il nome dello stesso Dybala), si candida così a chiave della rivoluzione offensiva nerazzurra - dove Dzeko e Correa dovrebbero essere comunque riconfermati. Uno scenario del genere, dunque, dipinge un'effettiva impossibilità di vedere al contempo il Toro e la Joya all'ombra di San Siro (o di quello che sarà il prossimo stadio dell'Inter, se un giorno verrà veramente costruito). Ma quale dei due attaccanti fa più al caso dei nerazzurri?

Paulo Dybala
Dybala, Juve-Salernitana / Jonathan Moscrop/GettyImages

Il nodo ingaggio

Da un punto di vista prettamente economico, l'operazione potrebbe non essere così vantaggiosa per l'Inter. Accettato che l'acquisire le prestazioni di Dybala a costo zero (o quasi, viste le possibili commissioni da pagare ad Antun) possa essere effettivamente un'offerta impareggiabile per rinforzare il reparto offensivo di mister Inzaghi, la società milanese si accollerebbe però un giocatore da 10 milioni (bonus compresi) annui difficilmente cedibile al termine del contratto.

La Joya già in questo periodo fatica a trovare veri acquirenti per il prossimo campionato, in virtù di richieste economiche leggermente elevate rispetto a quanto fatto vedere in campo nelle ultime due stagioni, e la situazione potrebbe ripetersi in egual modo tra un paio di anni - quando l'argentino avrà oramai superato i trenta anni e sarà nella fase calante della sua carriera.

Lautaro Martinez
Lautaro Martinez / Nicolò Campo/GettyImages

In una tale ottica Lautaro resta una delle migliori risorse per l'Inter. Ciò sia per un esborso economico della società annuale nei suoi confronti inferiore rispetto a quello previsto per Dybala, ma anche per la possibilità di rivendere l'attaccante in un prossimo futuro - nel caso di conferma in nerazzurro anche in ottica 2022/2023. Chiusa la parentesi puramente economica, il valzer degli argentini in attacco comporterebbe ovviamente anche benefit alla formazione di Simone Inzaghi.

Cosa guadagna e cosa perde l'Inter

Il primo su tutti è quello di poter contare su una seconda punta pura, perfetta per giocare alle spalle dell'attaccante (Lautaro, Scamacca o Dzeko che sia) nel rinomato 3-5-2 dell'allenatore ex Lazio. La Joya ha infatti dimostrato nelle diverse parentesi bianconere di essere in grado di sfruttare al massimo le proprie caratteristiche quando messo a supporto di un riferimento offensivo d'area di rigore (come accaduto anche con Cristiano Ronaldo) e a poca distanza da quest'ultima. Più precisamente è la posizione che occupa attualmente Lautaro all'Inter e che ha concesso all'argentino di ben riuscire a dialogare con Dzeko quest'anno.

FC Internazionale v Juventus Italian Super Cup
Dybala / Anadolu Agency/GettyImages

Dal punto di vista tecnico, invece, è sottile la linea di demarcazione in cui si imbatte l'Inter. E no, nessuno sta dicendo che Lautaro Martinez e Dybala abbiano la stessa qualità tecnica. La società nerazzurra, nel caso di arrivo effettivo della Joya, acquisirebbe un atleta dal sinistro delicato, con grandi capacità di dribbling e di gestione della sfera - anche nello stretto. A ciò si aggiunge la grande capacità della Joya di battere ogni calcio piazzato, dagli angoli alle punizioni e ai rigori (anche se quando il pallone pesa, la precisione viene un po' a mancare).

Aspetti questi che non si ritrovano ugualmente nel Toro, il quale ovviamente però ha costruito il suo profilo su caratteristiche diverse dettate anche da una conformazione fisica diversa. Ciò che resterebbe un'incognita nel passare da Lautaro a Dybala è l'integrità fisica di quest'ultimo, non ai picchi storici ultimamente. Il numero 10 bianconero non sembra offrire al momento quella sicurezza di cui la società milanese ha bisogno in attacco, considerando anche la tendenza a soffrire di problemi muscolari di Correa ed una condizione fisica non più al top di Dzeko. In questa ottica Lautaro resta un passo in avanti per i nerazzurri. Non mancano, quindi, pro e contro a questo intreccio di mercato tutto sudamericano, al momento ancora lontano dal prendere quota.


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