Gianluigi Buffon

Buffon: "Alla Juve alcuni non erano pronti per CR7. Al Mondiale da 3° portiere? No"

Antonio Parrotto
Gianluigi Buffon
Gianluigi Buffon / Nicolò Campo/GettyImages
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Gigi Buffon, portiere del Parma, ha parlato al Corriere della Sera raccontando la sua nuova esperienza in terra ducale ma anche il suo passato alla Juve e il suo possibile futuro in Nazionale. Ecco le sue parole: "La maggior parte della gente mi dice che ho fatto una scelta fantastica e che faccio bene a continuare, per quello che sto dimostrando ancora".

Gianluigi Buffon
Gigi Buffon / Valerio Pennicino/GettyImages

Sull'Italia verso i play-off per il Qatar.
"Errori non ne saranno commessi. Il problema grande è che si giocherà contro una squadra fortissima, almeno quanto noi. Di conseguenza ci sta anche che l’Italia possa non qualificarsi. Sulla Nazionale non ho rimpianti. Quello che mi disturba è quando qualcuno mi dice 'se ti chiamassero come terzo portiere potresti andare al Mondiale”….'. Sono stato il capitano della Nazionale è quindi so cosa significhi l’importanza di un gruppo: bisogna lasciare un c.t. capace come Mancini sereno e libero di fare le proprie scelte, senza rompimenti di scatole. E nessuno mi deve fare alcun regalo: me li faccio da solo, se ci riesco, perché lo sport è meritocrazia. Posso anche pensare che fare il terzo portiere sia troppo penalizzante, per come sto adesso".

Su Cristiano Ronaldo e la Juve.
"Ho detto che con lui si è perso un certo DNA perché lo pensoe facendo una riflessione più approfondita arrivo a dire che chiaramente la colpa non è di Cristiano, perché lui è quello e quando prendi un giocatore di quel calibro tu sai a cosa vai incontro. C’è da capire se gli altri sono preparati e secondo me molti giocatori non erano pronti a poter condividere un certo tipo di esperienza. Vuoi o non vuoi, un po’ tutti si sentono Cristiano e questo non deve mai accadere, soprattutto in realtà come la Juve. Quando lui è arrivato a Torino, io sono andato a Parigi. E quando sono tornato ho visto qualcosa di diverso, che non mi ricordava più quello che avevo lasciato".

Su Dybala.
"E' sicuramente un leader tecnico perché è il miglior giocatore della Juve e poi negli ultimi anni è maturato molto. Per poter mettere in pratica questo ruolo però devi esserci e negli ultimi due anni è stato molto assente per gli infortuni. Nel momento in cui trova continuità, si consacrerà anche come leader della Juve".

Sulla mancanza di Marotta nel club bianconero.
"E' determinante avere empatia e quel tipo di esperienza e sensibilità nel modo di agire e rapportarsi con gli altri.Chi prendere, chi comprare, cosa cambiare di un gruppo di lavoro.Marotta in questo aveva un'intelligenza animalesca, istintiva, che hanno solo i professionisti con capacità superiori".


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