Raspadori non si nasconde: "Ero interista, mi piaceva Eto'o e ho ancora una simpatia per i nerazzurri"

Giacomo Raspadori
Giacomo Raspadori / MIGUEL MEDINA/Getty Images
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Dopo la doppietta contro il Milan che ha permesso al Sassuolo di sbancare San Siro, Giacomo Raspadori si racconta a La Gazzetta dello Sport: "Questa è una cosa talmente grande che la sogni raramente, sono davvero felice anche perché abbiamo vinto. Il mio secondo gol alla Aguero? Sì, è un suo movimento tipico. Mi piace molto per il suo modo di giocare con la squadra oltre che per il gol. Mi ispiro a lui, un po' anche a Tevez e Di Natale. De Zerbi mi ripete spesso che la completezza è importante: in campo bisogna saper fare tutto". 

Giacomo Raspadori
L'esultanza di Giacomo Raspadori / Marco Luzzani/Getty Images

"Da piccolo ero tutto mancino, anche per scrivere. Invece mio fratello maggiore Enrico (che è stato nelle giovanili del Sassuolo e gioca in Eccellenza) era destro e non sopportavo questa differenza, così ho cominciato a imitarlo - continua a raccontare Raspadori -. Adesso scrivo con la destra e calcio con entrambi i piedi: è un vantaggio anche nello smarcamento, perché il difensore non può intuire dove andrò. In passato i rigori li ho tirati quasi sempre col destro, ma mi sto allenando a batterli con il sinistro. Se conosco Andy Brehme? Certo, il terzino tedesco dell'Inter che era mancino ma segnò di destro il rigore nella finale del Mondiale 1990. Io ero interista, mi piaceva Eto'o e ho ancora una simpatia per l'Inter". 

Il baby bomber sottolinea poi l'amore per il gol: "Il gol è come il pieno di benzina: ti ricarica. E ti fa andare a mille. Però adesso penso solo ad andare avanti per la mia strada: i sogni li ho, certo, ma li tengo per me. Io sono fortunato, anche durante la pandemia ho potuto continuare a fare quello che mi piace. I bambini, invece, sono stati chiusi in casa per tanto tempo, ingabbiando la loro passione per lo sport. I bambini hanno bisogno di normalità: ecco, questo sogno speriamo che si avveri presto. Sarebbe bellissimo ritrovarmi in Nazionale con Kean, tra l'altro siamo complementari. Moise è veramente forte, finora abbiamo giocato insieme solo una volta nell'Under 17. Possiamo vincere l'Europeo Under 21? Siamo un grande gruppo. Non giocheremo da favoriti, ma vedremo cosa succederà dando il massimo sempre. Haaland la punta di riferimento per la generazione Z? Ha qualità, forza e continuità: bravissimo. A me piacciono molto anche Sancho e Foden".


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