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Indagine Juventus: due ipotesi per il futuro dei bianconeri

Alessio Eremita
Andrea Agnelli
Andrea Agnelli / Nicolò Campo/GettyImages
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Prosegue senza sosta l'indagine Prisma, che ha coinvolto la Juventus e altri club di Serie A, in merito alle presunte plusvalenze fittizie messe in atto durante le sessioni di calciomercato dal 2018 al 2021. Nella giornata di ieri sono stati ascoltati in Procura i dirigenti bianconeri Stefano Bertola e Marco Re, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ecco quanto ha dichiarato, invece, il loro avvocato Luigi Chiappero: "Le questioni in discussione sono di carattere tecnico e necessitano di una riflessione. Nel 2015 la normativa è cambiata. La valutazione, in sé, non è reato: c’è grande discrezionalità. Se ci sono risposte da dare, dobbiamo prima conoscere il contenuto delle contestazioni. Per ora non lo conosciamo".

Maurizio Arrivabene, Pavel Nedved, Andrea Agnelli, Federico Cherubini
Juventus / Nicolò Campo/GettyImages

Inoltre, è saltata anche la convocazione di Cesare Gabasio, indicato dalla stessa Juventus come procuratore e legale di rappresentanza. A tal proposito, come rivelato da Tuttosport, Gabasio dovrà essere affiancato da un altro avvocato per essere giudicato come testimone. Nel frattempo, un esperto di bilanci è stato incaricato all'analisi delle valutazioni date ai calciatori ceduti dalla società bianconera. Una volta chiusa l'indagine, toccherà anche alla Giustizia sportiva accedere agli atti torinesi. Due le ipotesi per il futuro della Vecchia Signora: attendere la sentenza rischiando punti di penalizzazione in classifica (il processo si concluderebbe entro la fine del campionato 2021/22) oppure accettare un patteggiamento che prevederebbe un'ammenda pecuniaria.


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