Juventus

Incremento record del debito per la Juve: perché il Fair Play Finanziario è utopia

Stefano Bertocchi
Pavel Nedved, Andrea Agnelli e John Elkann
Pavel Nedved, Andrea Agnelli e John Elkann / Nicolò Campo/Getty Images
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Il difficile momento economico affrontato dalla Juventus trova spazio in un'ampia analisi tra le pagine del Corriere dello Sport basata sullo studio di offthepitch.com, portale esperto in calcio ed economia secondo cui quello bianconero sarebbe il club che, nel 2020, ha aumentato più di tutti in Europa il proprio debito a lungo termine, toccando +140 milioni di euro. A seguire il Real Madrid a +60 milioni, poi Lione, Tottenham, Parma, Hertha, Wolverhampton, Watford, Fiorentina, Atalanta, Leeds, Barcellona.

Andrea Agnelli
Andrea Agnelli / Nicolò Campo/Getty Images

Sull’incremento del debito bianconero pesa l’operazione Pjanic-Arthur, in realtà compensazione tra debito e credito verso il Barça. Ma perché - si chiede il quotidiano - un club con 400 milioni di aumento di capitale in ponte ricorre a tecniche di palese rinvio dei costi e degli esborsi finanziari? "Per i costi vuole forse alleggerire i prossimi due bilanci per rientrare nel Fair Play Finanziario. Impresa disperata - si legge sul CorSport -, date le perdite degli ultimi 3 anni (150 milioni) a cui si aggiungerà quella del 2020/21, certamente superiore a 200 milioni". La strategia di rinviare l’esborso non fa altro che confermare i problemi di cassa confermati dall’anticipo di 75 milioni della quota Exor.

Ma non è tutto, perché nell’estate delle ristrettezze economiche dovute alla pandemia e caratterizzato dalle formule 'creative', "la Juve ha fatto uso disinvolto del debito" si legge ancora. Rientra in questo discorso l'acquisto di Manuel Locatelli (prestito con obbligo di riscatto del cartellino nel 2023 da 25 milioni più 12,5 di bonus), stessa tipologia di trattativa utilizzata per riportare a Torino Moise Kean (affare da 38 milioni complessivi). Che tipo di debito generano queste operazioni? “Anzitutto è debito occulto, perché mascherato da prestito ma badando alla sostanza, più che alla forma, i principi contabili internazionali esigono di dare visibilità agli impegni finanziari - spiega ancora il Corriere dello Sport -. Vedremo come sarà rappresentato l’obbligo di acquisto nel bilancio. Il problema è poi anche la finalità perché la funzione del debito finanziario è sostenere gli investimenti in ottica di lungo periodo, in concorrenza al capitale degli azionisti, mentre il debito commerciale serve a compensare la dilazione concessa sovente sulle vendite".

In conclusione, viene evidenziato che il debito aggregato della Serie A è cresciuto del 53% in 5 anni fino agli attuali 4,7 miliardi (150% del fatturato) ma i ricavi nello stesso periodo sono solo del 26%.


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