Il ruolo di Massimiliano Allegri nella nuova Juve

Simone Catanzaro
Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri / Nicolò Campo/GettyImages
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Il calcio a volte regala situazioni strane, che possono ribaltarsi da un momento all'altro. Per molto tempo Massimiliano Allegri è sembrato essere sull'orlo del baratro, data la prolungata striscia negativa di risultati unita ad una gestione tecnica discutibile. Dalla dirigenza, però, è sempre arrivata totale fiducia nei suoi confronti, in particolar modo da Andrea Agnelli che da sempre è grande estimatore e amico del tecnico livornese. Ma la parola "fine" all'avventura di Allegri sulla panchina della Juve stava davvero arrivando, ed è coincisa con la fine, ormai ufficializzata, dell'era Agnelli. L'amicizia, appunto, stava per contare più dei contratti e più dei motivi per i quali il tecnico aveva deciso di tornare sulla panchina bianconera quasi due anni fa. Insieme ad Allegri, anche Cherubini era intenzionato a presentare le dimissioni, ma entrambi sono stati convinti dall'ormai ex Presidente bianconero e dalla proprietà Exor a rimanere alla guida del progetto tecnico almeno fino al termine della stagione.

Questo cambio di rotta ha visto l'ingresso in società di Gianluca Ferrero e Maurizio Scanavino, rispettivamente nei ruoli di Presidente e Direttore Generale e la conferma, fino al prossimo consiglio di amministrazione, di Maurizio Arrivabene come Amministratore Delegato.

Ma il vero cambio avvenuto sembra essere quello riguardante proprio Massimiliano Allegri, il quale avrà in mano tutta la gestione dell'area tecnica insieme a Cherubini e sarà l'uomo guida in questo delicato e particolare momento di "marasma generale", proteggendo la squadra dall'influenza mediatica che una situazione di questo tipo genera per forza di cose. Nel momento in cui si è visto avanzare una richiesta di questo tipo dallo stesso Agnelli, il tecnico non si è sentito in dovere di accettare a prescindere da eventuali garanzie contrattuali future. In fondo, Agnelli si è battuto per riportare Allegri in panchina, difendendolo innumerevoli volte e in diverse sedi. Glielo deve.

Ma Allegri è la persona giusta alla quale affidare le gestione di situazione del genere, nella quale isolare e proteggere la squadra da eventuali critiche e ripercussioni che questo evento può generare? Sicuramente il tecnico è sempre stato molto bravo e capace nella gestione dello spogliatoio e a livello mediatico ha sempre cercato di allontanare il più possibile la squadra da critiche nei momenti in cui i risultati venivano a mancare. Adesso però la situazione sembra essere diversa. Senza una guida e una proprietà che durante tutta la sua gestione ha sempre dimostrato assoluta vicinanza, ponendosi come punto di riferimento assoluto verso la squadra, le ripercussioni sui calciatori potrebbero essere maggiori durante questo periodo di transizione.

Al rientro dalle vacanze e dal Mondiale, alla Continassa si tornerà in campo per vincere più di prima. Una voglia mai tramontata in casa bianconera ma che adesso più che mai deve venir fuori in ognuno dei giocatori. Con Allegri sempre più al centro di questa "nuova" Juve.

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