Opinioni

Il profilo di Walid Cheddira, il talento che fa sognare Bari (e piace in A)

Andrea Gigante
Walid Cheddira
Walid Cheddira / Nicolò Campo/GettyImages
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Ci sono voluti quattro anni al Bari per riprendersi pienamente dal fallimento. Quattro anni trascorsi nel purgatorio - che poi sarebbe una specie di inferno - delle categorie inferiori. La promozione in Serie C nel 2018/19 si è rivelata una passeggiata, complice anche una rosa e una dirigenza ben più organizzate rispetto agli avversari. Più problematico è stato però il passaggio in cadetteria, per il quale i biancorossi hanno dovuto fare tre tentativi.

Vincendo il Girone C di Serie C, il Bari si è guadagnato il diritto di partecipare a una delle Serie B più competitive degli ultimi vent'anni. I galletti però si sono affacciati al campionato con il giusto equilibrio tra la nobile decaduta che vuole rialzarsi e la neopromossa che gioca con entusiasmo perché non ha nulla da perdere.

L'incarnazione di questi due fattori è Walid Cheddira, attaccante italo-marocchino che sta attirando su di sé sempre più attenzioni per via di un avvio di campionato clamoroso. Il classe '98 è infatti l'attuale capocannoniere della Serie B e se consideriamo anche la Coppa Italia, i centri stagionali sono già 13 in 10 partite.

Le caratteristiche tecniche di Walid Cheddira

Ogni squadra ha avuto nel corso della propria storia dei buoni giocatori ma solo pochi sono in grado di lasciare il segno. A Bari tutti si sono innamorati di Cheddira, tanto che "baresizzano" il suo nome chiamandolo Walino. Un simile adattamento si era verificato già una decina di anni fa, quando Paulo Vitor Barreto, bomber delle annate con Conte e Ventura, era stato rinominato Vitino.

Ma come ha fatto un attaccante che fino al tre anni fa militava in Serie D con la Sangiustese a diventare il nuovo centravanti di punta della cadetteria? Come si spiega un upgrade talmente repentino da parte di un giocatore che nella scorsa stagione non era nemmeno titolare?

Prima di tutto bisogna dire che l'italo-marocchino è migliorato sotto l'aspetto mentale. Se in passato era semplicemente una punta dotata di grande velocità, adesso invece sa anche dialogare con i compagni e soprattutto ci mette pochissimo a capire qual è la soluzione migliore e più redditizia in una determinata situazione di gioco. Altro aspetto da non sottovalutare è il gioco proposto dall'allenatore del Bari, Michele Mignani, che si basa molto sulle ripartenze improvvise e che trova terreno fertile negli strappi palla al piede del classe '98.

Se dunque le doti fisico-atletiche già c'erano, la differenza l'hanno fatta la maturazione e la componente tattica. Quest'ascesa così improvvisa è valsa a Cheddira anche la convocazione con la nazionale Marocchina durante l'ultima sosta. Anche l'Italia aveva provato a convocarlo, visto che dispone della doppia cittadinanza, ma lui ha sempre avuto le idee chiare e adesso sogna la partecipazione a Qatar 2022.

A quale squadra di Serie A potrebbe far comodo?

La Serie B ci regala praticamente ogni anno belle storie di attaccanti la cui carriera prende una piega improvvisa, che da fare la panchina nei campetti di periferia si ritrovano a trascinare la propria squadra in massima serie. Quest'anno la rivelazione è senz'altro Walid Cheddira, che già a gennaio potrebbe ricevere delle proposte allettanti in ottica mercato.

Su di lui si sono già mossi Torino e Sampdoria, due squadre di fascia media nelle quali l'attaccante del Bari potrebbe trovar spazio. Vista la loro condizione, è il club blucerchiato la destinazione che appare ideale: con un rendimento in campionato abbastanza catastrofico che - salvo sorprese - non è destinato a cambiare, un innesto "a sorpresa", un homo novus che si è fatto largo nel calcio di provincia potrebbe proprio giocare a Dejan Stankovic.


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