Il Napoli incanta ma l'Udinese non getta la spugna: finisce 3-2 al Maradona

La redazione di 90min
Napoli - Udinese
Napoli - Udinese / Francesco Pecoraro/GettyImages
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Si chiude nel migliore dei modi il 2022 del Napoli, che nell'ultimo match prima della pausa per il Mondiale batte 3-2 l'Udinese. I partenopei, che trovano l'undicesima vittoria consecutiva, si portano avanti 3-0 grazie a Osimhen, Zielinski ed Elmas, ma negli ultimi dieci minuti di gara si rilassano troppo, permettendo Nestorovski e Samardzic di accorciare le distanze e lasciando in apprensione i tifosi sugli stadi del Maradona fino all'ultimo minuto.

Con questi 3 punti la squadra di Spalletti vola momentaneamente a +11 da Milan e Lazio (che giocheranno domani rispettivamente contro Fiorentina e Juventus). Continua invece il momento negativo dell'Udinese, che non vince da 7 partite.

La chiave tattica di Napoli-Udinese

È la classica partita che vanta al suo interno altre mini-partite. La prima vede un'Udinese guardinga, sì, ma coraggiosa, che prova a colpire i partenopei non appena commettono degli errori in fase di palleggio. Si entra in un'altra fase quando i friulani perdono Deulofeu: l'uscita del suo uomo migliore costringe Sottil a optare per un approccio perfino più difensivista. È qui che il Napoli, approfittando di un momento di generale confusione tra le fila avversarie, segna 3 gol nel giro di pochi minuti tra primo e secondo tempo.

Nel finale però - vuoi la stanchezza, vuoi la certezza prematura della vittoria - i ragazzi di Spalletti si addormentano, concedendo all'Udinese di guadagnare spazio e segnare due reti nel giro di poco tempo. Dopo l'80' a prevalere tra i partenopei (sia quelli in campo sia quelli sugli spalti) è la paura di vedersi sfuggire una partita che sembrava già in ghiaccio. Questo per fortuna del Napoli non succede.

L'episodio della partita

Victor Osimhen
Victor Osimhen / Ivan Romano/GettyImages

Quando si parla di Victor Osimhen, lo si fa spesso descrivendolo come un attacco prettamente fisico, che fa della velocità e dei contrasti corpo a corpo le sue armi migliori. Ma il nigeriano è molto più completo di quanto si pensi. Il tacco che dà il via all'azione per il 2-0 è un colpo che soltanto un giocatore molto tecnico e con una grande consapevolezza del campo può fare.

Il tabellino di Napoli-Udinese 3-2

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Kim, Juan Jesus (60' Ostigard), Olivera (46' Mario Rui); Zambo Anguissa, Lobotka, Zielinski (67' Ndombelé); Lozano (60' Politano), Osimhen, Elmas. Allenatore: Luciano Spalletti.

UDINESE (3-5-2): Silvestri; Perez, Bijol, Ebosse; Ehizibue, Lovric, Walace (71' Jajalo), Arslan (56' Samardzic), Pereyra; Beto (71' Nestorovski), Deulofeu (26' Success). Allenatore: Andrea Sottil.

ARBITRO: Giovanni Ayroldi di Molfetta.

RETI: Osimhen (15'), Zielinski (31'), Elmas (58'), Nestorovski (80'), Samardzic (82').

AMMONIZIONI: Juan Jesus (25'), Walace (27'), Pereyra (37'), Mario Rui (78'), Ebosse (84').

Le pagelle dei partenopei

Meret 6.5; Di Lorenzo 6.5, Kim 5, Juan Jesus 6 (Ostigard 5.5), Olivera 6 (Mario Rui 5.5); Zambo Anguissa 7, Lobotka 6.5, Zielinski 7 (Ndombelé 6); Lozano 6.5 (Politano 6), Osimhen 7.5, Elmas 7.5.

Juan Jesus 6 - Paradossalmente la cosa migliore della sua partita la compie atterrando un attaccante dell'Udinese involato in contropiede. Fallo da uomo d'esperienza. Bravo anche a fare muro sui tentativi di conclusione dei friulani;

Zielinski 7.5 - Il tiro a giro con cui batte Silvestri è di una bellezza rara. Il polacco, che ha trovato il secondo gol consecutivo, ha infatti capitalizzato nella maniera più scenografica la bella azione inaugurata da Osimhen e portata avanti da Lozano;

Elmas 7.5 - Kvaratskhelia monopolizza la fascia sinistra ormai da inizio stagione, ma il macedone sta provando in tutti i modi ad approfittare della sua assenza per mettersi in luce agli occhi di Spalletti. Oggi serve un assist preciso al millimetro per il testone di Osimhen, mentre nel secondo tempo si mette in proprio e segna un gol dalla classe unica;

Osimhen 7.5 - Si carica la squadra sulle spalle segnando il gol che sblocca la gara e battendosi come un forsennato su ogni pallone. È forse l'unico giocatore azzurro a rimanere concentrato al 100% fino all'ultimo secondo.

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