Il mental coach sul rapporto Conte-Eriksen: "Entrambi hanno aspettative deluse"

Omar Abo Arab
Antonio Conte e Christian Eriksen
Antonio Conte e Christian Eriksen / Soccrates Images/Getty Images
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Per l'Inter è sempre d'attualità il nome di Christian Eriksen. Anche e soprattutto dopo la rumorosa eliminazione dalla Champions League, e dall'Europa, patita dopo il pari a reti bianche con lo Shakhtar Donetsk di San Siro. Una gara in cui l'ingresso di Eriksen, come sempre tardivo, ha smosso le acque, causando le proteste dei tifosi interisti verso Antonio Conte.

L'ingresso in campo di Eriksen contro lo Shakhtar
L'ingresso in campo di Eriksen contro lo Shakhtar / Jonathan Moscrop/Getty Images

E sul difficile rapporto tra il tecnico salentino e l'ex Tottenham è intervenuto Sandro Corapi, mental coach di diversi calciatori di Serie A: "Di sicuro Eriksen è arrivato con molte speranze, ma poi ci deve essere stato qualcosa che ha fatto fare a Conte un passo indietro nel suo utilizzo - le parole di Corapi riportate da Fcinternews.it -. In questo caso forse, visto dall’esterno, entrambi stanno provando un qualcosa che in gergo tecnico possiamo definire “delusione di aspettativa”. Magari Conte si aspettava in Eriksen un valore aggiunto ed Eriksen si aspettava di essere centrale nel progetto Inter. In questo caso potrebbe aiutare una comunicazione franca con Eriksen, aiutarlo sia umanamente che professionalmente con un programma ben specifico per riportarlo ai suoi migliori standard dal punto di vista mentale, fisico e tecnico. Capisco in ogni caso che un allenatore che ha la responsabilità di un’intera squadra possa avere dei limiti per mancanza di tempo e di competenze motivazionali specifiche. In sintesi questo è un compito che potrebbe essere fortemente agevolato da una figura come quella di un mental coach, che lavora proprio su queste dinamiche per agevolare il rapporto tra squadra, allenatore e staff con l’obiettivo di ottimizzare le prestazioni dei singoli".

Antonio Conte
Antonio Conte / Enrico Locci/Getty Images

Corapi ha poi commentato l'atteggiamento aggressivo di Conte nel post-gara di Inter-Shakhtar: "Dopo l’eliminazione dalla Champions ho visto un Conte in grande imbarazzo da un punto di vista emotivo, ed è normale dopo una cocente delusione, il che lo ha portato a rispondere alle domande in un modo non consono ad una fluida e corretta comunicazione nel pieno rispetto delle parti. Di sicuro, essendo Conte un vincente, avrà fatto un’analisi non solo tecnico-tattica, ma anche dal punto di vista comunicativo. La vittoria in rimonta a Cagliari ne è un esempio e di sicuro Conte ha toccato le giuste leve motivazionali attraverso la comunicazione. Il giusto equilibrio si raggiunge con una corretta comunicazione intanto con sé stessi". 

Eriksen contro il Cagliari
Eriksen contro il Cagliari / Enrico Locci/Getty Images

"Conte è un grande motivatore, e ne ho prova certa in quanto ho seguito alcuni calciatori che erano in nazionale quando lui era il commissario tecnico dell’Italia. Ha un carisma senz’altro affascinante e stimolante agli occhi dei calciatori. Dal mio personale punto di vista dovrebbe dosare il suo enorme carisma e innescare di più una comunicazione dal punto di vista umano con i giocatori. Un leader di una squadra deve sapere dosare la sua leadership, che passa attraverso un rapporto franco, aperto, ma soprattutto umano. È fondamentale saper gestire le proprie emozioni per gestire quelle degli altri, perché in fondo i calciatori sono degli esseri umani - conclude Corapi -. E tutti noi esseri umani ci muoviamo per pulsioni e motivazioni".


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