Il giovane Gnonto è la dimostrazione della miopia del nostro calcio

Willy Gnonto
Willy Gnonto / Michael Regan/GettyImages
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Willy Gnonto sta lasciando tutti di stucco in Inghilterra. Il giovane attaccante del Leeds United è andato a segno anche ieri nel match di FA Cup contro il Cardiff. A salire agli onori della cronaca è stata ovviamente la sua marcatura: volée forte e precisa che non ha lasciato scampo al portiere e che ha contribuito al successo roboante dei Peacocks nella coppa. Terzo sigillo stagionale per l'italiano che - nel corso di quest'annata - sta dimostrando a tutti gli effetti di essere adatto a un calcio difficile quanto bello come quello inglese.

A sottolineare anche la scelta giusta fatta da Gnonto ci ha pensato Jesse Marsch che al termine dell'incontro di ieri ha affermato: "Lo conoscevamo da un po' e la nostra idea era di portarlo qui in futuro. Ma visto che la finestra di mercato stava volgendo la termine abbiamo deciso di anticipare i tempi. È un ragazzo intelligente, umile, che vuole sempre migliorare. Crede nel percorso di crescita che abbiamo creato per lui e per il gruppo".

Un ragazzo intelligente e umile, che "casca a fagiolo" con il progetto del Leeds. Gnonto - almeno per ora - non ne vuole sapere di tornare in Italia, questo ovviamente dopo il fantastico adattamento nella squadra allenata da Marsch che - da tempo - inseguiva uno dei giovani più promettenti del nostro calcio. Parola chiave? Tempismo. Il Leeds ha bruciato subito la concorrenza e i tempi, per portare a Elland Road un potenziale campioncino. Ancora non credete al suo impatto? Andiamo a vedere certe statistiche: Gnonto - solo nella partita contro il Cardiff - ha collezionato due gol, due passaggi chiave e due su tre duelli aerei vinti. Dimostrazione evidente di come le sue caratteristiche e capacità si sposano alla perfezione col gioco del Leeds.

Ma la domanda sorge spontanea: perché questo ragazzo in Italia non giocava? La verità è che ci siamo un po' accorti tardi del suo talento. Mancini, tempo fa, l'aveva anche convocato in Nazionale nel bel mezzo dello scetticismo più totale. Nel nostro paese non si dà tanta fiducia ai giovani, e questo spinge i nostri club a cercare calciatori fuori dallo stivale. Nella maggior parte dei casi arrivano profili di dubbia utilità oltre a qualità molto ibride, con la "linea verde" italiana che è costretta ad emigrare all'estero in cerca di fortuna oltre a una certa continuità. Eppure il talento di Gnonto era visibile agli occhi di tutti: ha letteralmente trascinato lo Zurigo verso la vittoria del titolo con quattro giornate d'anticipo segnando otto reti. Il suo cartellino era abbordabile, ma nessuno ci ha voluto puntare. Adesso? Il Leeds se lo coccola, con la differenza che in Inghilterra si punta molto alla crescita dei giovani, così come in Germania e in Svizzera. In Italia ai giovani vengono concessi pochi minuti per poi mandarli in prestito e per poi rigirarli al club cadetto di turno senza concedere loro del tempo per maturare. Mancini - come sottolineato in precedenza - si è accorto di lui, e anche il Leeds. Non la Serie A. E poi non ci sorprendiamo se nella nostra nazionale mancano alternative valide.