Juventus

Il destino beffardo della Juventus

Giulia Bianchi
Juventus v Villarreal CF
Juventus v Villarreal CF / Quality Sport Images/GettyImages
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Anche quest'anno la Juventus manca il salto di qualità. Tanti gli errori, forse a partire dalla scelta dell'allenatore per poi proseguire sui calciatori della rosa che - in alcuni casi - troppo sicuri di se stessi, tanto da non riuscire a trovare una coesione. E infine la società, che pensa in grande ma fa i conti senza l'oste.

Con l'uscita dalla Champions League della scorsa settimana, sfuma nuovamente il sogno di proseguire il cammino nel torneo europeo più importante per club.

Troppo semplice dare le colpe solamente ed esclusivamente ad un calciatore, che sia in Serie A o in Champions League. In questo caso però le cose si sono sviluppate diversamente.

Una delle colpe è dell'allenatore, che ha aspettato di subire la prima rete del Villarreal prima di inserire in campo l'unico giocatore - Paulo Dybala - in grado di fare la differenza e che avrebbe fatto più comodo sullo 0-0. L'argentino è l'unico nella rosa bianconera a saper creare la giocata dal nulla.

Si è giocato principalmente in orizzontale, quasi mai in verticale. Troppo poco per una sfida di Champions League.

Ma c'è di più... La beffa è stata quella di prendere tre gol negli ultimi venticinque minuti di gioco da una squadra che nel campionato spagnolo non va oltre la settima posizione e che ha disputato il match di ritorno di Champions League sottotono, facendosi schiacciare dalla Juventus.

Nonostante il dominio, la prestazione generale non è stata all'altezza della situazione: la Juventus è risultata poco incisiva in fase offensiva e inadeguata in difesa con un centrocampo ai limite dell'esistenza.

Il mister predicando calma nelle ripartenze, non valorizzando la qualità del singolo, non costruendo un gioco collettivo, potrebbe aver commesso qualche errore.

Ma tutte le colpe - come già detto - non possono essere di una singola persona. Anche la società se vuole puntare al grande obiettivo, deve costruire una rosa all'altezza della situazione, investendo e credendo nella propria rosa. Difficile fare miracoli in campo europeo.

La Champions League come si è voluto dimostrare, non è ancora un posto per la Juventus. Ora testa al campionato: qui si può ancora salvare la stagione. Il quarto posto è l'obiettivo minimo ma perché non alzare l'asticella in vista del rush finale di otto partite?


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