La Liga

Il caso Barcellona

Marco Deiana
Il Barcellona presenta Lewandowski
Il Barcellona presenta Lewandowski / PAU BARRENA/GettyImages
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Ma cosa sta succedendo al Barcellona? Questa è la domanda che un po' tutti, tra gli appassionati di calcio, si stanno facendo da qualche mese a questa parte. Domanda che si fa sempre più insistente dopo le ultimissime voci arrivate dalla Spagna che vedono il club blaugrana impossibilitato ad inscrivere ne LaLiga i cinque acquisti dell'estate catalana, più due importanti rinnovi contrattuali.

Il problema principe è ormai noto: l'attuale presidente Laporta ha ereditato una situazione finanziaria disastrosa, con un debito superiore al miliardo di euro e con un bilancio pieno di ostacoli, soprattutto per quanto riguarda il monte ingaggi annuale che, in Spagna, deve rispettare dei rigidi paletti.

Le mosse estive (extra mercato) del Barcellona

La situazione economica del Barcellona è talmente nota nel mondo del calcio che non sono mancate frecciatine da altri club. In primis il Bayern Monaco, che ha denigrato l'operato finanziario del club spagnolo durante le voci di mercato relative ad un trasferimento di Lewandowski alla corte di Xavi. Ma non solo: si è scoperto che il Leeds United ha voluto inserire una clausola/penale da 10 milioni di euro nell'affare Raphinha, che il Barça pagherà in caso di ritardo del pagamento del cartellino dell'esterno brasiliano.

Robert Lewandowski
La presentazione di Lewandowski al Camp Nou / Eric Alonso/GettyImages

Eppure in una estate dove ci si aspettava davvero poco dal Barcellona, se non qualche movimento a parametro zero, la dirigenza blaugrana si è divertita parecchio, investendo pesantemente per rinforzare la squadra. D'altronde una delle strategie di Laporta - mai tenuta nascosta - è quella che vincere aiuterebbe a salvaguardare anche l'aspetto finanziario del club.

Con un debito superiore al miliardo di euro (1,35 miliardi di euro per l'esattezza, di cui 673 milioni legati alle banche), Laporta ha dovuto fare alcune operazioni abbastanza impegnative che non riguardano il calciomercato. Infatti il presidente blaugrana ha ipotecato alcuni futuri incassi del club per avere liquidità immediata per far respirare le casse della società. Scelte che ad oggi permettono di salvare il Barcellona e di investire sul mercato ma che potrebbero anche compromettere introiti per il futuro.

Così a fine giugno il Barcellona ha ceduto a Sixth Street il 10% dei diritti televisivi per 25 anni incassando 207,5 milioni di euro. La percentuale degli incassi dei diritti tv ceduti a Sixth Street è salita fino al 25% nelle scorse settimane, con un incasso di altri 315 milioni di euro. Il club ha così ottenuto circa 520 milioni di euro oggi rinunciando al 25% dei diritti televisivi per i prossimi 25 anni.

Non solo, è stato ceduto per 100 milioni di euro anche il 25% del Barça Studio, ossia l'azienda che pensa e produce i contenuti multimediali e digitali della società.

A queste operazioni extra calcistiche, si aggiunge anche la partnership firmata con Spotify che porteranno circa 280 milioni di euro nelle casse del Barça tra sponsorizzazione delle maglie e nome dello stadio.

I giocatori a rischio iscrizione a LaLiga

Cinque nuovi acquisti e due rinnovi sono a rischio per l'inizio della nuova stagione de LaLiga. La federazione spagnola ha infatti bocciato (e bloccato) la registrazione di Koundé, Christensen, Kessié, Raphinha e Lewandowski, più Sergi Roberto e Dembelé, freschi di rinnovo contrattuale. Il motivo? Il Barcellona non soddisferebbe i requisiti economici per completare le sette operazioni di mercato.

Il presidente Laporta ha già assicurato di aver inviato tutti i documenti necessari e per ribaltare la situazione e poter mettere a disposizione di Xavi i sette giocatori in vista dell'esordio in campionato.

Raphael Dias Belloli
Raphinha con la maglia del Barcellona / Ira L. Black/GettyImages

Le prossime operazioni di mercato (e non) per salvare il Barcellona

Dopo aver ceduto il 25% dei diritti tv per i prossimi 25 anni e il 25% dei Barça Studios, la prossima mossa - non di mercato - della dirigenza blaugrana potrebbe essere legata ancora all'azienda che produce i contenuti multimediali del club, con la cessione di una percentuale di poco inferiore al 25% (24,5%) per una cifra di poco inferiore ai 100 milioni di euro.

Sul fronte mercato invece è necessario - se non fondamentale - liberarsi di alcuni esuberi o nomi di spicco. I due giocatori che ad oggi hanno più possibilità di lasciare il club sono Frenkie de Jong e Memphis Depay. Il primo è destinato alla Premier League e il Barça spera di incassare una cifra vicina ai 70 milioni di euro; il secondo invece pesa tanto dal punto di vista dell'ingaggio e potrebbe anche andar via a costo zero, a patto di liberarsi totalmente del suo stipendio.

A questo va aggiunto anche il tentativo della dirigenza di abbassare gli ingaggi dei senatori.

Eppure Laporta non intende fermarsi...

Eppure Laporta non sembra volersi fermare. A dicembre è già stato approvato il piano per il rinnovamento del Camp Nou che porterà ad un nuovo indebitamento di circa 1,5 miliardi di euro. Sul fronte mercato invece, nonostante il blocco imposto da LaLiga, continuano le voci su possibili nuovi arrivi. L'ultimo in ordine cronologico è quello di Marcos Alonso, in uscita dal Chelsea. L'ex Fiorentina potrebbe vestire la maglia blaugrana dietro un investimento da 10 milioni di euro.


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