Il calcio moderno e le bandiere: storia di un amore diventato a tempo

AC MIlan v Hellas Verona - Serie A
AC MIlan v Hellas Verona - Serie A / Francesco Scaccianoce/GettyImages
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Nel calcio moderno è finito il tempo delle bandiere? Con la sessione estiva del calciomercato sono iniziate le voci di trasferimenti eclatanti e meno. In attesa dell’apertura ufficiale del 1° luglio sta facendo il giro del mondo la notizia del trasferimento inaspettato dell'estate: Sandro Tonali al Newcastle. Si parla di un affare da oltre 70 milioni di euro a cui si aggiungerebbero anche dei bonus al fine di far lievitare la cifra e sfiorare gli 80-85 milioni di euro richiesti dal Milan.

Il centrocampista, attualmente impegnato con l'Under 21 all'Europeo di categoria, passerà da un ingaggio da 2,5 milioni di euro a stagione a uno da 8 milioni annui più bonus. Secondo quanto riporta Sportmediaset, lo stesso numero 8 (o ex numero 8 rossonero) non avrebbe chiuso le porte a questa soluzione. Tonali andrà a giocare in un club che gioca la Champions League - come il Milan - e che vanta attualmente il "titolo" di squadra più ricca del mondo, essendo di proprietà del fondo della casa reale saudita.

In un mondo (del calcio) che si è abituato alla fine delle bandiere inossidabili, quelle che non cambierebbero la maglia per nessuna ragione al mondo, si ipotizzava che la storia di Sandro Tonali potesse essere quella del ragazzo che va controcorrente, che arriva alla Scala del Calcio da protagonista passando anche da una riduzione dell'ingaggio per di rimanere al Milan dopo una stagione non esaltante. Ma si sa, se arrivano determinate proposte è estremamente difficile chiudere gli occhi e non prenderle nemmeno in considerazione. Oggi possiamo dire che è (praticamente) impossibile, anche per uno che poco tempo fa rilasciava queste dichiarazioni:

“So cosa ho fatto per arrivare a questa maglia e non farei mai l’errore di andarmene. So che è difficile, soprattutto nel calcio di oggi, ma il mio sogno è diventare una bandiera del Milan. E farò di tutto per riuscirci”.

Ormai non basta più essere tifoso di una squadra per legarsi con lei a vita. Le variabili in questo sport, che siano quelle economiche o progettuali, sono infinite e insidiose. Naturalmente l'assenza di bandiere non è un problema solo per il Milan. Perché da una sponda all'altra del Naviglio rischia di concretizzarsi - ma al momento non ci sono le certezze - un altro tradimento. Quello di Romelu Lukaku: proprio con la cessione di Tonali, i rossoneri - secondo La Gazzetta dello Sport - avrebbero messo gli occhi proprio sull'attaccante belga, forte anche del buon rapporto con il suo entourage. Ma il giocatore ha più volte dichiarato di amare l'Inter e di non prendere in considerazioni offerte da Juventus o Milan. Resisterà alla tentazione di rimanere a Milano, seppur sulla sponda rossonera?

Non si stupiscano i tifosi per decisioni di questo genere. Tonali è solo l'ultimo nella storia del calcio che sceglie di sfilarsi una maglia (se anche fosse stata scelta del club lui non avrebbe posto alcuna resistenza) nonostante le promesse d'amore. Non sono mancati negli anni i trasferimenti che hanno ferito delle tifoserie. Da Higuain passato dal Napoli alla Juventus al trasferimento di Roberto Baggio dalla Fiorentina allaJuventus. Non è da meno l'estero con l'operazione di mercato che vide Luis Figo passare dal Barcellona al Real Madrid.

Probabilmente sono finiti i tempi dei Del Piero, Zanetti e Maldini, uomini legati ad una sola società per tutta la carriera. Oggi si sceglie la carriera dove si possono vivere più situazione e avventure. Per buona pace dei tifosi più romantici che si dovranno accontentare di vedere i loro beniamini darsi battaglia in campo, ma per un tempo limitato.