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Ibrahimovic: "Decido io quando smettere. Mi danno del finito? Mi caricano"

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic / Emilio Andreoli/GettyImages
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Il Milan ha trovato in Olivier Giroud un centravanti esperto e affidabile, superando ogni ricordo di maledizioni legate al numero nove e potendo così resistere al meglio all'assenza di Zlatan Ibrahimovic, stop che si protrae ancora. Lo stesso Ibra, intervenuto a Mi Casa su Radio 105, si è soffermato sulla voglia di tornare in campo e sui problemi fisici che lo affliggono, oltre che sul futuro. Queste le sue dichiarazioni:

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic / Marco Canoniero/GettyImages

Sugli infortuni: "Sono situazioni molto difficili. Nella mia carriera non ho avuto tanti stop, negli ultimi anni invece mi sono fermato spesso, anche con un infortunio grave. Ma è Ibra che decide quando smettere. Tanti continuano a darmi del finito, ma mi caricano".

Sulla Serie A 2021/22: "Questo campionato mi sembra equilibrato. Chi è più forte da febbraio-marzo, vincerà, anche perché ora iniziano le partite europee per le altre. Quando sono arrivato io, la Serie A era diversa, era pieno di superstar, mentre oggi è più collettivo. Se vincessi con questa squadra mi darebbe più soddisfazione di dieci anni fa".

Genoa CFC v AC Milan - Serie A
Ibra e Pioli / Getty Images/GettyImages

Su Galliani: "Gli voglio troppo bene. Quando ero a Barcellona non ero felice e non avevo adrenalina. Adriano mi ha chiamato e mi ha detto: 'Questa volta torni in Italia e giochi nel Milan'. È venuto a casa mia e mi ha detto 'Non mi alzo finché non accetti'. È un gentleman, con lui e Berlusconi ero tornato felice. Le cose alla fine sono andate bene e abbiamo vinto. Quando sono andato via ero molto arrabbiato con lui, per otto mesi non ci siamo parlati. Gli ho detto: 'Vendi tutta la squadra, ma non Ibra'. Mi aveva promesso di non vendermi, poi in estate mi ha spiegato la situazione e mi hanno ceduto al PSG. Non ero felice..." riporta calciomercato.com.

Sul ritorno in Europa: "Non dovevo tornare. Sono andato in America perché venivo da un infortunio grave e là è andata benissimo. Mino mi ha manipolato (ride, ndr) e mi ha convinto a venire qui, non era programmato. In Europa era tutto fermo, serviva il terremoto Zlatan".

Sul futuro: "Ho fiducia in tutto quello che sto facendo. Quanto andrò avanti non lo so, ma cerco sempre di andare oltre al limite. Perché essere normali quando puoi essere più forte? Per il futuro vediamo. Sono curioso per certe cose: per esempio, diventare un attore... Qualcosa che mi dà adrenalina. Ma nulla sarà come il calcio. Dovrò fare la differenza. Ho tanti progetti, ma ora il mio focus è essere un calciatore. Quando torno butto giù tutto lo stadio".


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