Serie A

Ibra: "Col Napoli era tutto fatto, poi ADL cacciò Ancelotti"

Antonio Parrotto
Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan, ha parlato al Corriere della Sera, affrontando tantissimi temi: da Pep Guardiola a Gigio Donnarumma, passando per un retroscena di mercato che riguarda il Napoli al ritorno al Milan.

Donnarumma?
"Gigio è un grandissimo portiere. Se gli avessero dato quel che chiedeva, sarebbe rimasto al Milan. Ora deve fare casino per essere titolare nel Psg. Non esiste che i sudamericani impongono quell'altro. Gigio è più forte". 

Lukaku?
"Lui litiga prima con Romagnoli, poi con Saelemaekers; io intervengo per difendere i compagni, e Lukaku mi attacca sul piano personale. Da restare choccati. Eppure eravamo stati compagni al Manchester".

La scommessa da 50 sterline per ogni stop sbagliato?
"Era un modo per farlo migliorare (Ibra ride). E comunque la scommessa lui non l’ha accettata. Lukaku ha un grande ego, è convinto di essere un fuoriclasse, ed è davvero forte. Ma io sono cresciuto nel ghetto di Malmoe, e quando qualcuno mi viene sotto a testa bassa, lo metto al suo posto. Così l’ho colpito nel suo punto debole: i rituali della mamma. E lui ha perso il controllo. Anche se mi è rimasto un dubbio atroce...".

Cioè?
"Quel derby l’abbiamo perso. Io sono stato espulso. Poi mi sono infortunato. Sono successe un sacco di cose storte. Vuoi vedere che il rito Lukaku me l’ha fatto davvero? Così ho chiesto agli amici credenti di pregare per me. Devo saldare il conto anche con lui. Spero di incontrarlo presto".

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic / Marco Canoniero/GettyImages

Materazzi?
"Con lui avevo un conto aperto da anni. L'ho saldato in un derby. Entra a piedi levati, lo salto, lo evito e lo colpisco con una gomitata alla tempia. Pippo Inzaghi commentò "Il più bel derby della mia vita: 1 a 0, goal di Ibra, Materazzi in ospedale. Ovviamente stava scherzando".

Lo scontro con Allegri a Londra dopo l'Arsenal?
"Avevamo perso 3-0 con l'Arsenal e lui era tutto contento. È vero che avevamo passato il turno, ma non c'era nulla da ridere e gliel'ho fatto notare. "Tu Ibra pensa a te, che hai fatto ca...e". Gli risposi che aveva fatto ca...e lui. Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, ma doveva avere più coraggio: andare al Real Madrid, misurarsi con l'estero. Invece ha fatto la scelta comoda".

Guardiola?
"Non mi ha mai capito. Voleva programmare tutto quello che dovevo fare. Guardiola non ama il giocatori di personalità. Ero diventato un problema e siccome non riusciva a risolverò, l'ho risolto io andandomene".

Ritorno al Milan?
"Chiesi a Mino: qual è la squadra messa peggio, che io posso cambiare? Rispose: ieri il Milan ha perso 5 a 0 a Bergamo. Allora è deciso, dissi: andiamo al Milan. È un club che conosco, una città che mi piace".

Napoli?
"Con il Napoli era fatta, ma poi De Laurentiis cacciò Ancelotti".


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