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I 5 motivi dell'ennesima delusione in Champions League per la Juve

Stefano Oriolo
Dusan Vlahovic
Dusan Vlahovic / Stefano Guidi/GettyImages
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L'eliminazione dalla Champions League è sempre dura da accettare, ancor di più se sei la Juventus e cadi per mano di una squadra sulla carta nettamente inferiore come il Villareal. La serata da incubo di ieri riflette in modo perfetto i problemi che i bianconeri portano con sé ormai da troppo tempo e che inevitabilmente si sono trasformati in un ennesimo vero e proprio fallimento europeo.

1. Le scelte di Allegri

Massimiliano Allegri
Max Allegri / Emilio Andreoli/GettyImages


Accusato sempre di essere troppo sufficiente e conservativo, ieri mister Allegri ha quasi "rivoluzionato" il proprio pensiero di calcio cercando sin da subito di pressare alto e sfruttare i possibili spazi sulle fasce che la difesa del "sottomarino giallo" avrebbe potuto lasciare a Cuadrado da una parte e a De Sciglio dall'altra.

I veri problemi dei bianconeri però sono sorti dalla trequarti in poi. La mancanza di un vero verticalizzatore e degli inserimenti senza palla dei centrocampisti ha reso praticamente sterile la manovra dei bianconeri una volta che Emery è corso ai ripari. Forse Max ha cambiato proprio nella sera in cui lo "stile Allegri" sarebbe stato molto più efficace.

2. Il centrocampo

Juventus v Villarreal CF: Round Of Sixteen Leg Two - UEFA Champions League
Delusione bianconera / Chris Ricco/GettyImages

Juve e centrocampo è ormai un problema chiaro agli occhi di tutti. Se da una parte Rabiot mostra qualche lampo, dall'altra Locatelli ma soprattutto Arthur (dopo l'ennesima prestazione deludente), mettono alla luce le lacune di un reparto sempre più sotto critica.

La mediana manca di un giocatore di ruolo capace di fare da filtro tra difesa e attacco, inoltre l'infortunio di Mckennie e la partenza di Bentancur hanno indebolito ancora di più un reparto che necessitava di essere rafforzato già a gennaio.

3. Gli infortuni

Leonardo Bonucci, Giorgio Chiellini
Bonucci e Chiellini / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages

In una stagione fin qui non particolarmente esaltante, anche gli infortuni hanno avuto il loro peso specifico specialmente in quel reparto che è da sempre stato il "fiore all'occhiello" della Juventus, la difesa.

L'infortunio di Bonucci e il rientro in condizioni ancora non ottimali di Giorgio Chiellini hanno costretto Allegri ad affidarsi a Rugani. Proprio quest'ultimo però non ha mai convinto e soprattutto dopo la prestazione di ieri ha aumentato i dubbi che già aleggiavano.

4. La società

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La dirigenza bianconera / ISABELLA BONOTTO/GettyImages

Lo sappiamo, nel calcio bisogna trovare sempre un capro espiatorio di turno che di solito coincide con l'allenatore. In questo caso la situazione è diversa. Nell'ambiente Juve ormai non si possono più portare i "paraocchi", anche perché gli errori perpetrati negli anni dalla dirigenza bianconera sono limpidi.

Il "rinnovo societario" avviato da Agnelli con l'esclusione di Marotta e l'arrivo di Cherubini e Arrivabene non ha portato i frutti che il presidente sperava, piuttosto ha aggravato una situazione già resa pesante dalla pandemia con una ricaduta importante sul progetto Juventus.

5. Il mercato

Dusan Vlahovic
Dusan Vlahovic / Quality Sport Images/GettyImages

Il "capolavoro" Vlahovic non può sicuramente mettere in ombra la gestione delle ultime campagne acquisti della società. Anni in cui sono state investite cifre importantissime con risultati scarsi e per la maggior parte controproducenti.

Giocatori completamente inadatti al ruolo e contratti milionari hanno caratterizzato gli ultimi interventi di mercato di Nedved e co. che per forza di cose in estate saranno chiamati a sedersi a tavolino e rivoluzionare sostanzialmente il progetto Juve magari con la partenza di nomi "eccellenti".


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