Inter

Handanovic: "Skriniar deve restare. Lukaku? Come se non fosse mai andato via"

Stefano Bertocchi
Samir Handanovic
Samir Handanovic / Giuseppe Bellini/GettyImages
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"Per me stare all’Inter dal 2012-13 è onore e responsabilità, ma pure appartenenza, identità. Se sono rimasto così tanto è perché qui sto bene e c’è stata una continua crescita, mia e del club". Parola di Samir Handanovic, intervistato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

Ma cosa è questa identità di cui parla? Cosa è “interismo”?
"Emozionarsi per la maglia, sentire qualcosa di speciale. Vedere questo non solo come un posto di lavoro o guadagno, ma come qualcosa che dà sentimenti, a prescindere dalle vittorie o dalle sconfitte. Puoi pure andare via da qui, ma in tanti poi vorrebbero tornare...".

Uno ce l’ha pure fatta: sorpreso che Lukaku sia tornato?
"No, perché ho visto come stava al Chelsea, ho ascoltato la sua famosa intervista, si sentiva malinconia e nostalgia. Devi sempre sapere in che spogliatoio vai e Rom sapeva che il nostro è sano, allegro, positivo. Nella vita spesso all’inizio si sceglie per motivazioni economiche, ma poi subentra sempre il benessere: se stai bene da una parte, è normale tu voglia tornarci. È come se non fosse mai andato via, è la stessa persona di prima, poi sul giocatore parlerà il campo".

Frase di Onana: «Rispetto che Samir sia il titolare e tiferò per lui dalla panchina».
"Sono frasi importanti perché danno serenità all’ambiente, ma sappiamo tutti che ognuno vuole giocare: è giusto e sano così. Non mi avrebbe stupito se avesse detto il contrario. È normale competizione, fa bene a tutti".

Onana giocherà più rispetto ai suoi secondi del passato?
"Non lo so, ma ci sono tante partite ravvicinate, può succedere di tutto, e decide sempre l’allenatore. Ma da questa nostra competizione ne beneficia la squadra perché ha due portieri forti".

Capitolo Radu, torni con la mente a quella sera di Bologna.
"È stato un dispiacere e un’amarezza enorme, ma è la vita. E una stagione non dipende mai da una partita. Io quella sera non gli ho detto niente, gli ho parlato il giorno dopo. Gli ho detto che quell’episodio lo farà crescere come portiere, ma soprattutto come uomo. Ionut deve sapere che risbaglierà, come tutti, ma che ha l’occasione di dimostrare le qualità".

Quanto è importante che Skriniar si allarghi davanti a lei anche il prossimo anno...?
"Molto importante, per me è fondamentale che lui rimanga con noi. Non possiamo perdere altri pezzi. Io lo vedo ogni giorno tranquillo e sereno ad Appiano".

Milan Skriniar, Samir Handanovic
Milan Skriniar e Samir Handanovic / Nicolò Campo/GettyImages

Si è ecceduto un po’ sul pullman scoperto del Milan?
"Ognuno ha il suo stile e fa ciò che ritiene giusto. Io neanche l’ho vista la festa, ero già tornato a casa".

Quale critica le ha dato più fastidio in questi anni? E quale, invece, ha apprezzato?
"Mi danno fastidio le valutazioni prevenute, che non analizzano le situazioni di gioco per intero. Non voglio entrare nei singoli casi, ma a volte ho visto prevenzione. Se costruisci un pensiero con argomentazioni dietro, allora sì che la critica mi piace. E aiuta".


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