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Ha senso immaginare Berardi nel 3-5-2 di Inzaghi?

Andrea Gigante
Domenico Berardi
Domenico Berardi / MB Media/GettyImages
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L'estate scorsa sembrava in procinto di lasciare Reggio Emilia. Era quasi tutto fatto per il suo trasferimento alla Fiorentina, ma alla fine Domenico Berardi ha deciso di non abbandonare quel Sassuolo di cui è diventato uomo chiave, capitano e simbolo.

Nonostante l'addio di De Zerbi, il mister che ne ha esaltato al meglio le qualità, e nonostante la consacrazione concessagli da Euro 2020, Mimmo ha comunque preferito restare in neroverde elevandosi allo status di bandiera, in un periodo in cui di bandiere non se ne parla più.

In questa stagione è stato il primo giocatore a raggiungere la "doppia doppia", ossia a raccogliere 10 gol e 10 assist. Grazie alla doppietta al Venezia nella scorsa giornata di Serie A, le reti in campionato sono salite addirittura a 12: uno score che gli permette di figurare nella zona alta della classifica marcatori. Inutile girarci intorno: Domenico Berardi è un top player del nostro campionato.

Domenico Berardi
Domenico Berardi / Marco Canoniero/GettyImages

Naturalmente il Sassuolo prova a tenerselo stretto, ma la prossima estate ci sarà una fila di top club italiani e stranieri pronti a chiedere informazioni sul mancino italiano più fantasioso.

A noi romantici del pallone non piacerebbe come eventualità, ma comprendiamo perfettamente che un giocatore del suo calibro ambisca a indossare una maglia blasonata e a competere per qualche titolo. Tuttavia, se Berardi decidesse di interrompere la sua storia d'amore con gli emiliani, dovrebbe pensare bene a quale porto attraccare.

D'altronde, è un calciatore con delle determinate caratteristiche tecniche e, in opposizione a un calcio che predilige atleti "polivalenti" capaci di occupare diverse posizioni in campo, lui può ricoprire solo un ruolo: l'ala destra.

La scelta di un'ipotetica nuova squadra dev'essere ben ponderata. Ad esempio, il Corriere dello Sport rivela che su Berardi c'è da tempo l'interesse dell'Inter che, dopo averlo corteggiato (invano) in passato, a giugno è pronta a tornare alla carica.

Domenico Berardi
Domenico Berardi / Maurizio Lagana/GettyImages

Salvo sorprese clamorose, l'allenatore nerazzurro per la prossima stagione sarà ancora Simone Inzaghi che, com'è noto, è un fermo sostenitore del 3-5-2. Certo, ogni tanto si concede qualche variazione sul tema, mettendo un trequartista dietro le due punte ma il succo rimane quello: gli esterni non sono contemplati.

Anzi, gli esterni ci sono ma non hanno la funzione di Berardi. A gente come Dumfries, Perisic, Darmian e Gosens, Inzaghi chiede tanta corsa, tutti loro fanno avanti e indietro sulle rispettive fasce e, in virtù dell'ottima tenuta atletica, rimangono sempre lucidi per crossare o puntare l'avversario anche quando arrivano sul fondo.

Per usare un eufemismo, il fantasista del Sassuolo non ama tornare in difesa, non è dotato di una gran corsa e per questo decide di restare avanti il più possibile. Una mossa, questa, che serve a mantenere alta la sua incisività in zona gol.

Abbiamo appurato che, qualora Berardi sposasse la causa dei nerazzurri, non potrebbe giocare come quinto (bisognava anche dimostrarlo, non era già abbastanza ovvio?). Se questo trasferimento pestifero dovesse però aver ugualmente luogo, si potrebbe pensare di schierarlo nel tandem d'attacco, al fianco di Lautaro Martinez o Dzeko (o Luis Suarez?).

Certo, avrebbe senso. Eppure, si perderebbe così tutta la classe che il capitano del Sassuolo sfoggia mentre gioca sulla fascia. Lui ama prender palla sull'esterno per poi avvicinarsi alla porta dialogando con i compagni. In un attacco a due finirebbe con l'uscire dall'area per toccare più palloni e l'Inter, di conseguenza, perderebbe presenza in zona gol.


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