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Gravina: "Dimissioni? Ho un ampio consenso. Con la Superlega Juve via dalla Serie A"

Andrea Gigante
Gabriele Gravina
Gabriele Gravina / Paolo Bruno/GettyImages
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Quella di domani sarà una giornata decisiva per il calcio italiano. A Palermo gli Azzurri si giocheranno infatti la semifinale dei playoff per i Mondiali e per inseguire ancora il sogno Qatar bisognerà battere la Macedonia del Nord.

Alla vigilia di un match così importante, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha rilasciato un'intervista a La Repubblica in cui ha parlato sia di Nazionale sia di temi extracalcistici. Leggiamo le sue parole (fonte: calciomercato.com).

Gabriele Gravina, Roberto Mancini
Gravina e Mancini durante i festeggiamenti di Euro 2020 / Claudio Villa/GettyImages

Dimissioni in caso di mancata qualificazione ai Mondiali?
"Solo i folli possono legare la politica al risultato sportivo. Io voglio vincere, sono pronto ad andare ovunque a piedi per vincere queste due partite. Tavecchio aveva il Coni contro, una maggioranza risicata in un quadro completamente diverso da questo. Io ho una maggioranza solida e ampio consenso, non ci sono presupposti per dimettermi. E se mi facessi da parte per andare al voto, probabilmente verrei rieletto".

Su Roberto Mancini:
"Ha perso una partita delle ultime 40, prima dell'Europeo ha firmato il rinnovo senza sapere che l'avremmo vinto. La Serie A non è contro di me, lo sono solo due o tre soggetti. Ci sono resistenze da parte di vecchi protagonisti del calcio che non hanno fatto il bene del movimento e oggi non possono essere un riferimento governativo".

La Juventus e la Superlega:
"Quel contratto è un’ipotesi progettuale. Se diventasse realtà, la Juventus sarebbe fuori dalla Serie A. La Superlega è la risposta sbagliata a un’esigenza reale. Anche l’Italia deve ragionare su come migliorare la qualità del campionato e renderlo più appetibile per i mercati in espansione come quello arabo, dove al momento raccoglie poco".


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