Gli attaccanti brasiliani alla conquista di Londra

Francesco Castorani
Gabriel Jesus e Richarlison da quest'anno saranno rivali nel derby tra Arsenal e Tottenham
Gabriel Jesus e Richarlison da quest'anno saranno rivali nel derby tra Arsenal e Tottenham / Buda Mendes/GettyImages
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Luglio a Londra, precisamente nella parte Nord, ha portato i colori verde e oro della Seleçao. Dopo l'ufficialità di Richarlison dall'Everton al Tottenham, questa mattina è arrivata quella di Gabriel Jesus dal Manchester City all'Arsenal. L'attaccante, arrivato in Premier dal Palmeiras nel 2017 e accostato spesso a club di Serie A (Juventus e Milan su tutti), ha scelto i Gunners per tornare a essere protagonista dopo il passaggio di Haaland a Manchester.

Ha scelto la numero 9 lasciata libera da Alexandre Lacazette (tornato a Lione) e occuperà, salvo esplosione di Nketiah, la posizione di attaccante centrale. Richarlison invece ha deciso di vestirsi di bianco e sfiderà il connazionale nel North London Derby vestendo la numero 17, nonostante la 9 fosse apparentemente libera.

Due situazioni completamente diverse, una decina di centimetri di differenza e il sogno di essere il 9 titolare a Qatar 2022 nel caso in cui Tite scelga di non mettere Neymar al centro del tridente. Il sogno di Richarlison inizia da Londra, quello di Gabriel Jesus vi riparte.

L'arrivo del brasiliano nel Tottenham di Antonio Conte rappresenta un altro step in avanti degli Spurs nel cercare di colmare il gap con le grandi potenze d'Inghilterra. Va a completare un pacchetto offensivo composto da Harry Kane, Heung-Min Son, Lucas Moura e Dejan Kulusevski. Il Tottenham, con la qualificazione in Champions League avrà tanti e difficili impegni, ma spendere 60 milioni per alternarlo probabilmente non sarà la soluzione ricercata da Antonio Conte.

Antonio Conte, Dejan Kulusevski
Kulusevski abbracciato da Conte / Stu Forster/GettyImages

La duttilità gli ha permesso di imparare a operare sia come prima punta che come esterno, dettaglio importante nella scelta del brasiliano. Conte avrà un'opzione in più per il suo attacco, che ora è tra i più forti della Premier, ha qualità e alternative in grado di far rifiatare tutti e poter gestire una stagione per puntare al massimo in ogni competizione.

Con questo video il Manchester City ha salutato Gabriel Jesus, attaccante di Pep Guardiola da cinque stagioni. L'alternanza con il Kun Aguero, le aspettative di diventare l'attaccante del futuro dei Citizens e un livello che non ha mai raggiunto quello delle star. Il City lo ha salutato con la tristezza di quando ti separi da qualcuno per cui hai festeggiato e con cui hai vinto tanto, ma con il sorriso di chi ha comunque preso uno degli attaccanti migliori del presente e del futuro.

Jesus a Manchester è cresciuto e ha incrementato il suo livello. Ha mostrato i suoi limiti e le qualità di adattamento. Da punta centrale si è alcune volte spostato a sinistra, altre a destra, posizione in cui gioca in Nazionale e in cui ha vinto la Copa America da titolare. Il City però non accetta per troppo tempo giocatori adattati e le operazioni sul mercato hanno portato alla conseguenza di dover salutare GJ.

Mikel Arteta, Pep Guardiola
Oxford United v Manchester City - Carabao Cup: Quarter Final / Justin Setterfield/GettyImages

La scelta dell'Arsenal può sembrare casuale, ma non lo è. Jesus sceglie una squadra che tra le magnifiche 6 della Premier può apparire la più debole, ma in realtà ha sfiorato il quarto posto nella stagione appena conclusa. Ha un progetto chiaro iniziato da alcuni anni, una rosa e un allenatore giovane, Mikel Arteta, l'allievo di Guardiola al City che Jesus inevitabilmente conosce.

FBL-ENG-PR-CHELSEA-ARSENAL
FBL-ENG-PR-CHELSEA-ARSENAL / DANIEL LEAL/GettyImages

L'Arsenal ha un'età media per partita di 24,4 anni (Transfermarkt), la più bassa del campionato inglese. Jesus sarà il terminale offensivo di una trequarti giovane e con tanta qualità formata da Odegaard, Smith-Rowe e Fabio Vieira, e da esterni forti e veloci come Saka e Martinelli. A 25 anni sarà l'uomo d'esperienza dei Gunners, il più "anziano" nel pacchetto offensivo e tra i titolari.


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