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Giacomo Raspadori, il baby fenomeno giustiziere del Milan

Chiara Manetti
Apr 22, 2021, 2:31 PM GMT+2
Giacomo Raspadori
Giacomo Raspadori / MIGUEL MEDINA/Getty Images
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De Zerbi l’aveva detto che la partita contro il Milan non voleva giocarla e per un’ora lo ha fatto. Poi ha mandato in campo un ragazzino di 21 anni che, in sette minuti, ha steso i rossoneri con un mix di tecnica e tempismo. Giacomo Raspadori prima pareggia la rete di Calhanoglu con un goal da vero opportunista. Poi decide di salire in cattedra e, con un controllo che spiazza Tomori, mette un pallone inarrivabile all’angolino. Una rete da vero bomber di razza, due goal che non dimenticherà mai e che racconterà ai nipoti una volta diventato vecchio.

Sì perché per Raspadori, quella contro il Milan, non è una partita come le altre. Non ha mai nascosto, infatti, di essere un grande tifoso dell’Inter. Una passione nata in quel fatidico 2010, quando i nerazzurri guidati da José Mourinho compiono un’impresa mai centrata da un club italiano: la conquista del Triplete. Come si è definito lo stesso Raspadori alla Gazzetta dello Sport, lui è "malato di Inter, con Eto'o idolo."

Giacomo Raspadori
La doppietta di Giacomo Raspadori al Milan / BSR Agency/Getty Images

Dopo 11 anni da quel giorno Raspadori ha aiutato la sua squadra del cuore proprio con la doppietta al Milan, confermandosi ulteriormente come uno dei prospetti offensivi più forti in Italia. Già nella primavera del Sassuolo aveva fatto grandi cose, tanto da venir convocato in prima squadra sia da Iachini, sia da De Zerbi. Proprio il team di quest’ultimo, con il gioco di posizione e il palleggio ravvicinato, sembra essere costruito per esaltare le caratteristiche del classe 2000. Il suo è un profilo tecnico anomalo per il calcio moderno. Raspadori ha un fisico brevilineo e da creatore di gioco, però il suo istinto per il goal lo rendono un finalizzatore. Il paragone che salta subito nella mente è quello con Di Natale, anche se il calciatore ammette di ispirarsi ad Aguero, giocatore argentino in forza al Manchester City. La sua conformazione fisica poi lo rende particolarmente versatile, tanto da poter essere impiegato in vari ruoli, dall’esterno d’attacco al trequartista.

Nonostante questo, lui si definisce una prima punta, anche se i suoi movimenti sono più vari di una classica. Attacca la profondità ma viene spesso incontro al pallone sulla trequarti, sa muoversi con grande rapidità e intensità tra i due centrali per creare spazio ai compagni. Preciso nei passaggi, con tempi di reazione repentini, quando scatta in profondità diventa difficile da prendere, così come il buon uso di entrambi i piedi lo rendono complesso da leggere.

Giacomo Raspadori, Fikayo Tomori
Giacomo Raspadori e la sua versatilità in campo / BSR Agency/Getty Images

Ed è potuto diventare uno dei giocatori più interessanti della Seria A perché è rimasto al Sassuolo che lo ha protetto e gli ha consentito di crescere. Rifiutare le offerte di Inter (soprattutto), Milan e Roma all’età di 14 anni non dev’essere stato facile. Ma questa scelta, alla fine, lo ha ripagato, fin dall’esordio in campionato contro la Lazio. Dove si fece conoscere a tutta Italia, giocando titolare e andando a segno. E non smise più, né in campionato, né tantomeno in under 21. Ha fatto tutta la trafila, riuscendo a raggiungere in questa stagione traguardi importanti: la fascia di capitano ottenuta nella partita contro la Roma e la doppietta al Milan che rischia di far svanire i sogni Champions dei rossoneri.

Il suo percorso nei neroverdi è così completo, il futuro è roseo per Raspadori e tante squadre stanno pensando a lui come rinforzo per la prossima stagione. Certo, il Sassuolo farà carte false per tenersi il suo gioiellino. Intanto lui si gode la sua impresa. Ed è quasi profetico che, a ricordare ai rossoneri che il progresso non arriva con le Superleghe, ci ha pensato proprio lui, un bambino che giochicchiava in una squadra di Castel Maggiore che si chiama proprio così, Progresso.

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