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Il Genoa saluta Preziosi dopo 18 anni: la storia della sua presidenza

Andrea Gigante
I 18 anni di Enrico Preziosi al Genoa
I 18 anni di Enrico Preziosi al Genoa / 90min Italia
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Dopo 18 anni, si chiude ufficialmente l'avventura di Enrico Preziosi alla guida del Genoa. Stamattina è infatti stato diramato un comunicato che attesta la cessione della società agli americani del 777 Partners.

Si chiude così la presidenza più longeva della Serie A. Un percorso fatto di alti e bassi che era iniziato nell'estate 2003, quando il re dei giocattoli prelevò il club appena retrocesso in Serie C1.

Il ripescaggio in cadetteria a causa di un illecito del Catania, riportò subito il Genoa ad aspirare alla promozione nella massima serie e, dopo appena un anno di assestamento, il Grifone si piazzò 2° nella Serie B 2004/05.

La ripartenza dalla Serie C

Il Genoa era pronto ad affrontare la Serie A, ma il caso di combine nell'ultima giornata contro il Venezia nella stagione precedente lo riportò subito in Serie C1. Preziosi fu allora costretto a rifondare la squadra, dato che Milito, Lavezzi, Abbiati e il tecnico Guidolin non intendevano scendere di categoria. L'agonia durò giusto un anno, visto che il Grifone centrò subito il ritorno in cadetteria.

Nella Serie B 2006/07, i rossoblù riuscirono a piazzarsi terzi, alle spalle di Juventus e Napoli, ma in virtù dei 10 punti che la separavano dalla quarta, in quella stagione non si disputarono playoff. Il progetto del Genoa sembrava funzionare e Gian Piero Gasperini era l'uomo giusto per guidare la squadra.

I frutti del progetto Genoa

Il primo anno di ritorno in A vide un campionato più che onesto da parte del Grifone che, grazie ai 19 gol di Marco Borriello, ottennero un ottimo 10° posto. Dopodiché, arrivò il periodo che fece pensare a ognuno di noi che il Genoa si sarebbe imposto a breve come una delle squadre più forti d'Italia: nel 2009, arrivò la qualificazione in Europa League e il merito fu quasi tutto di Enrico Preziosi, capace di scovare talenti in giro per il mondo e di rivenderli a grandi cifre alle big di Serie A.

Il 2013/14 fu l'ultimo anno che vide il Genoa protagonista. Grazie ancora a Gasperini (tornato nel frattempo in panchina) e a giocatori come Perotti, Iago Falque e Pavoletti, il Grifone conquistò un insperato 6° posto, qualificandosi ancora una volta in Europa.

Diego Perotti
Diego Perotti / Getty Images/Getty Images

Le prime difficoltà e il "mangiallenatori"

Da quel momento, il modus operandi del Genoa è entrato in crisi: i giocatori forti continuavano a essere venduti, ma al loro posto non arrivavano più degni sostituti. Preziosi - uno che non ha mai mostrato molta pazienza - ha iniziato ha esonerare allenatori a destra e a manca e i rossoblù si sono ritrovati ogni anno a competere per la salvezza.

Nell'ultimo periodo il presidente del Genoa ha iniziato a imbastire campagne acquisti massicce. Tuttavia, i tanti arrivi sembravano non avere un senso logico; era come se il Grifone comprasse giocatori, ma non sapesse poi cosa farsene. L'obiettivo di Preziosi era solo quello di limitare il rosso nei bilanci e aumentare le plusvalenze chiudendo anche operazioni con valori pompati. I tempi in cui arrivavano in Liguria campioni come Diego Milito, Thiago Motta e Krzysztof Piątek sembrano ormai un lontano ricordo.

Genoa's Argentinian forward Diego Albert
Diego Milito / ANDREAS SOLARO/Getty Images

La notizia della cessione del club da parte di Preziosi suona come una liberazione per le orecchie dei tifosi genoani, ormai stanchi di annate mediocri. Il re dei giocattoli tornerà nel calcio con una nuova avventura o deciderà di dedicarsi definitivamente ad altri campi?


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