Milan

Gazidis: "Crescere in una sola area mette in pericolo. Superlega? Aperti al dialogo"

Giovanni Benvenuto
Ivan Gazidis
Ivan Gazidis / Marco Canoniero/GettyImages
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L'amministratore delegato del Milan Ivan Gazidis ha rilasciato delle dichiarazioni al termine dell'assemblea degli azionisti del club per l'approvazione del bilancio. Il dirigente rossonero ha parlato a tutto tondo: dalla questione sponsor a quella degli ingaggi, per poi concludere con la Superlega e Redbird. Ecco quanto affermato.

Sullo sponsor: "Con Emirates abbiamo un rapporto che dura da tempo, mi piacciono queste relazioni nelle quali ci si aiuta a crescere reciprocamente. L'AC Milan sta vivendo un momento di una crescita commerciale veloce, spero di poter fare presto un annuncio", riporta Calciomercato.com 

Sulla questione ingaggi: "Siamo sempre in un processo di crescita, questo aumento dei ricavi vuol dire che abbiamo più possibilità per fare il mercato in grande. I soldi sono a disposizione per fare investimenti sul mercato, sono tutti aspetti legati tra loro. La sostenibilità è alla base della nostra strategia, un circolo virtuoso nel quale quando i ricavi crescono è possibile fare investimenti maggiori". 

Sul mercato: "Vorrei che il marchio Milan rimanesse uno dei più grandi nel calcio. Oltre alla leva commerciale ci sono anche quella dello stadio e le prestazioni sul calcio; serve equilibrio per portare avanti tutto insieme, perché se si va troppo veloce su un aspetto si scompensa un altro. La crescita dei ricavi senza prestazioni sul campo, per esempio, non porta a nulla. Se si è troppo conservativi si corrono rischi, ma anche se si ha un atteggiamento troppo aggressivo; è qui che serve l'esperienza. Se si crea un monte ingaggi su presunzioni che poi non si rivelano giuste, si mette in pericolo tutto l'equilibrio di una società. Noi, invece, vogliamo cresce in ogni area".

Ivan Gazidis
Ivan Gazidis / Giuseppe Cottini/GettyImages

Su Redbird: "La società di Cardinale ha grande competenza, ma sta anche imparando. Il calcio è uno sport diverso dagli altri americani, per un periodo bisogna ascoltare e imparare. Alla fine però pensano ci possano essere molti aspetti del loro ambiente che possono essere portati anche nel calcio italiano; se vogliamo crescere ci sono alcune cose da migliorare, l'esperienza cambierà il futuro del Milan e di tutto il calcio italiano".

Sulla Superlega: "Forse la Superlega non è la risposta ai problemi, ma il Milan è aperto a contribuire al dialogo".

Sul futuro: "La cosa più importante per me è il progetto e il valore di esso, che non dipende da singoli individui ma da un team unito che possa lavorare in modo efficiente; come CEO sento la responsabilità di un progetto che possa funzionare nel modo giusto. Poi, quando sarà il momento giusto, discuterò con RedBird del mio futuro e di conseguenza ci sarà un annuncio in merito".


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