Juventus

Frecciate da ex: la Juve e le critiche a distanza di de Ligt e Zakaria

Giovanni Benvenuto
Matthijs de Ligt, Denis Zakaria
Matthijs de Ligt, Denis Zakaria / Chris Ricco/GettyImages
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La Juventus vive decisamente un momento no: i bianconeri, dopo aver incassato un k.o. amarissimo in Champions League contro il Benfica allenato da Schmidt, sono caduti allo U-Power Stadium contro il Monza di Raffaele Palladino. Un'altra batosta che - ovviamente - ha attivato un girandola di commenti sui social da parte dei tifosi, degli addetti ai lavori e anche di qualche ex della squadra.

Sono freschissime le dichiarazioni di Matthijs de Ligt e Denis Zakaria. Due giocatori che l'anno scorso facevano parte della rosa allenata da Allegri, e che adesso non si sono risparmiati nel lanciare qualche frecciatina al tecnico livornese e al mondo Juve. Analizziamo prima le parole di Zakaria: “Penso che mi troverò meglio in Inghilterra che a Torino. Forse lo stile di gioco della Juve non faceva per me, la squadra giocava molto bassa e non avevo molto spazio. Sono un giocatore a cui serve tanto spazio per correre. Forse in questo mi troverò meglio in Inghilterra”. E ancora: “Comunque, con quell’organico, la Juventus dovrebbe vincerle tutte 3-0. Allegri? Non parlavo molto col mister".

Denis Zakaria
Denis Zakaria / Marco Canoniero/GettyImages

Delle parole quelle del centrocampista svizzero che attestano la scarsa capacità comunicativa di Allegri oltre ovviamente a uno stile di gioco percepito come troppo antiquato. Se invece prendiamo in considerazione le dichiarazioni di de Ligt emerge invece quanto ci sia divario tra le ambizioni ( se così possono essere definite) del club e il cosiddetto "processo di rinnovamento": “Alla Juventus mi sono divertito molto, ma ho sentito che era giunto il momento per una nuova sfida. La Juve è sicuramente un’ottima squadra, ma per me trasferirmi al Bayern Monaco è stato un ulteriore salto di qualità. Penso solo che il Bayern abbia l’ambizione di vincere la Champions, mentre alla Juve questa sensazione l’ho avvertita di meno. Quando sono arrivato avevano preso giocatori come Higuain e Ronaldo e la situazione era diversa. Dopo un po’ è iniziato il rinnovamento e le cose sono cambiate”.

Le stoccate a distanza di due soli giocatori hanno fatto notare come ci sia un'enorme confusione nelle stanze della Continassa. Prima Allegri (cacciato dopo i quarti persi con l'Ajax), poi Sarri (forse l'unico a dare un'identità alla squadra) e infine Pirlo (mandato via dopo un quarto posto e due trofei messi in bacheca). La Juve l'anno scorso è ripartita di nuovo da Allegri, ma gli effetti - specialmente quest'anno - sono stati controproducenti. Il ritorno del livornese sembra aver disorientato il gruppo, e anche la mancanza di un cosiddetto "ponte" tra lo spogliatoio e la dirigenza si è fatta sentire. Non c'è da sorprendersi se gli ex calciatori non conservano un ottimo ricordo della loro esperienza in bianconero. La Juve adesso è sotto shock dal punto di vista tecnico e dirigenziale, e rileggendo le parole di Zakaria e De Ligt - visto il momento - è impossibile dar loro torto.


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