Atalanta

Il fondo KKR: le informazioni sul fondo americano vicino all'acquisto dell'Atalanta

Andrea Gigante
Antonio Percassi
Antonio Percassi / Marco Canoniero/GettyImages
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L'Atalanta è vicina al cambio di proprietà. Stando a quanto riportato da Sky Sport, la famiglia Percassi ha accettato l'offerta del KKR, fondo americano pronto a mettere sul piatto 350 milioni di euro per acquistare l'85% della Dea.

Acronimo di Kohlberg Kravis Roberts & Co, il KKR è una società nata nel 1976 e attiva in diversi settori, dalle infrastrutture al real estate, dall’immobiliare agli hedge funds l’azienda. Dal 2010 è quotata alla Borsa di New York e oggi vanta uffici in 21 città in quattro continenti (America, Europa, Asia e Medio Oriente), nonché un team di oltre 1.700 dipendenti, consulenti e senior advisors, compresi circa 550 professionisti di investimenti. Adesso però il fondo americano è pronto a sbarcare in Serie A.

Chi è KKR: “Barbari” a Wall Street

Durante una a cena al Joe and Rose Restaurant di New York, Henry Kravis e George Roberts decidono di dar vita al KKR che diventa subito protagonista della feroce finanza della Grande Mela. A loro viene dedicato il libro “Barbarians at the Gate” (Barbari alle porte), che narra l’acquisizione ostile della società alimentare RJR Nabisco.

Come riporta infatti Calcio & Finanza, "A Wall Street, si chiamavano “barbari” coloro che lavoravano nelle società di private equity che si impegnavano nei Leverage buyout (LBO). Queste andavano a caccia di compagnie che avevano potenzialità ma che non avevano buone performance, le acquisivano attraverso una combinazione di emissione di azioni e debito (l’LBO) e successivamente massimizzavano il valore della speculazione per ottenere profitti".

Per aumentare il valore della compagnia acquisita, si procedeva con tagli dei costi e licenziamenti che dagli osservatori esterni erano visto come atti di ferocia finanziaria.

Il 1989 segna l’impresa di Kholberg Kravis Roberts & Co. che acquisisce il gruppo RJR Nabisco per l’impressionante somma di 31.1 miliardi di dollari. Ad oggi rimane la più grande LBO nella storia. Sempre secondo C&F, KKR gestisce asset da 429 miliardi di dollari e ha una scuderia di 109 società nei propri fondi di private equity che generano circa 244 miliardi di dollari di ricavi annui.

Gli investimenti più noti

Per quanto riguarda l'Italia, l'anno scorso KKR è entrato in Fibercop a fianco di Tim e Fastweb, con il con 37,5% del capitale. Tra i principali investimenti si annoverano quelli in Endeavor (che possiede il circuito UFC e Miss Universo), nel gruppo editoriale tedesco Axel Springer (in cui KKR è il maggior azionista) e nella azienda produttrice di chitarre Gibson.

Inoltre, nel 2018 il fondo – tramite la sua controllata giapponese CK Holdings – ha acquisito per 6,2 miliardi di euro la multinazionale Magneti Marelli S.p.A., allora controllata dalla FCA. Poco tempo dopo, è avvenuta la fusione delle attività di Magneti Marelli e Calsonic Kansei, anch’essa controllata dalla CK Holdings, che diventerà Marelli Holdings.

Cosa fa KKR di preciso?

KKR è una società di investimento leader a livello mondiale che offre soluzioni di gestione patrimoniale alternativa, dei mercati dei capitali e soluzioni assicurative. Sul loro sito c'è scritto che il fondo: "mira a generare rendimenti di investimento interessanti seguendo un approccio paziente e disciplinato, impiegando persone di alta qualità, perseguendo i più elevati standard di eccellenza e allineando i nostri interessi con quelli dei nostri partner di investimento".


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