Finalmente Champions, le partite della serata: riscatto europeo dei Reds, Mbappé annichilisce Messi

Kylian Mbappe
Kylian Mbappe / David Ramos/Getty Images
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Non vedevamo l'ora di rivedere e riassaporare il gusto che si prova nell'ascoltare quella musichetta, nel godere di prestazioni e giocate di classe, nel gongolare di fronte a gol, parate e risultati che solo la Champions League può portare ai nostri occhi, nonché nei nostri cuori calcistici. Due sfide di alto livello, per nulla banali e colme di qualità, nella serata del ritorno della massima competizione europea dopo un paio di mesi di giustificata assenza: Barcellona-PSG e Lipsia-Liverpool.
Messi contro Mbappé ed il gioco offensivo di Nagelsmann contro la personalità di Klopp; c'erano, ci sono e ci saranno, in vista delle gare di ritorno, tutti gli ingredienti per assistere a match equilibrati, al cardiopalma, all'ultimo gol. Vediamo come si sono comportate le quattro squadre protagoniste della notte, accomunate da un fattore indelebile ed indiscutibile: la spettacolarità.


LIPSIA-LIVERPOOL 0-2

Laszlo Szirtesi/Getty Images

Alla Puskas Arena di Budapest (campo neutro per via della pandemia) va in scena lo scontro diretto tra due dei tecnici più emergenti ed affermati, per diversi motivi, degli ultimi anni: da una parte Nagelsmann, emergente di 33 anni e determinato a diventare presto un big d'Europa, dall'altra il grande Jurgen Klopp, chiamato ad una partita di sacrificio, orgoglio e riscatto, viste le tre cocenti sconfitte consecutive in campionato.
Ed il primo tempo, effettivamente, mette in vetrina il gioco ed il carattere delle due rose: colpo su colpo tedeschi ed inglesi rispondo all'attacco nemico, dimostrando grande propensione all'attacco e leggermente meno applicazione in fase di non possesso. Dopo soli 5' Dani Olmo, il migliore dei suoi, colpisce il legno sinistro della porta di Alisson, mentre è Robertson a sfiorare l'eurogol per i Reds, con un tiro da metà campo che per poco non sorprende il portiere ungherese Gulacsi. Tra contropiedi, possesso palla e spioventi dagli esterni (la fascia presieduta da Angelino ed Alexdander Arnold ha vissuto un duello bellissimo), il primo tempo si è concluso con un sorprendente 0-0.
Ma il bello è avvenuto tutto nella seconda frazione di gioco, quando la legge più brutta del calcio (per chi la subisce) ha punito ancora una volta: nel momento migliore del Lipsia, che sfiora il gol per due volte con Nkunku ed Angelino stesso, è il Liverpool a trovare il vantaggio. Sabitzer sbaglia in modo irrimediabile un comodo appoggio al reparto difensivo, mandando di fatto in porta Salah: l'egiziano a tu per tu con Gulacsi non sbaglia, siglando lo 0-1. Non passano nemmeno cinque minuti che la squadra di Klopp punisce ancora la difesa tedesca: altro errore, questa volta di Mukiele, che svirgola completamente il campanile di Jones e favorisce l'inserimento del velocissimo Mané. Uno-due terribile, e Liverpool che chiude il match a mezz'ora dal termine. Riscatto, forza, coraggio e un piede e mezzo ai quarti di finale di Champions League: mission completed per Klopp ed i suoi, a cui non rimane altro che puntare alla coppa dalle grandi orecchie dopo le recenti delusioni in Premier League.


BARCELLONA-PSG 1-4

Kylian Mbappe e Pochettino, dopo la tripletta del francese
Kylian Mbappe e Pochettino, dopo la tripletta del francese / David Ramos/Getty Images

Passaggio di consegne, fine di un'era ed inizio di un'altra? Forse è presto dirlo, ma ciò che rimane è la forza, lo strapotere fisico, la velocità del marziano Mbappé: davanti a Messi ed all'interno di un Camp Nou deserto, il francese porta virtualmente il PSG di Mauricio Pochettino ai quarti di finale, ipotecando quantomeno l'andata degli ottavi.
Stando alla cronaca, il primo tempo scivola via leggero, senza grandi occasioni ed azioni salienti, ma sul punteggio di 1-1: il Barça va in vantaggio, grazie al rigore del proprio capitano, Messi, salvo poi capitolare sotto i colpi e la maestria tecnico-tattica del Poch, l'ordine del jefe Paredes, la voglia di rivalsa del trittico italiano Florenzi-Kean-Verratti. Ed è proprio questo ad illuminare la scena sul primo gol di Mbappé, servito splendidamente dal mediano italiano con un esterno destro tanto leggero quanto chirurgico.
Nella ripresa, invece, i parigini siglano gioco, partita ed incontro: Ter Stegen si dimostra il migliore in campo dei blaugrana, con ripetuti interventi su Kean ed Icardi, ma nulla può quando Florenzi, magistralmente imbeccato da Paredes, serve a centro area ancora una volta l'accorrente esterno parigino, che fa 1-2. Ancora Paredes, ancora PSG in gol: al minuto 70, punizione pennellata dalla trequarti e Moise Kean non deve fare altro che schiacciare in porta, sotto l'incrocio dei pali. Il Barcellona si riaffaccia in avanti, tenta orgogliosamente di rientrare in corsa in vista del ritorno, ma non c'è niente e nessuno che in serata possa fermare il primo giocatore della storia ad aver segnato una doppietta al Camp Nou nella fase ad eliminazione diretta: ed a quanto pare, infrangere anche questo record non bastava. Tripletta, davanti a Messi. Contropiede da manuale dei parigini, concluso con un perfetto tiro a giro da parte di Mbappé. 1-4, Paris Saint Germain a dir poco perfetto e preciso, capace di imbrigliare la manovra di Messi & Co. ed in grado, anche, di regalarci forse la più bella partita da inizio stagione.
C'è tanta Italia in questa vittoria, ma c'è soprattutto la definitiva consacrazione di Kylian, che annichilisce Messi dal punto di vista dei gol, della prestazione e, elemento ancora nascosto fino ad oggi, dal punto di vista mentale e carismatico.


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