Juventus

Fagioli: "Sono pronto per la Juventus. I giovani devono giocare"

Andrea Gigante
Nicolò Fagioli
Nicolò Fagioli / Danilo Di Giovanni/GettyImages
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Nicolò Fagioli è uno dei talenti più interessanti del panorama calcistico italiano e, dopo aver contribuito alla promozione in Serie A della Cremonese, è stato anche convocato da Roberto Mancini per lo stage dei giocatori giovanissimi che nei prossimi mesi andranno a rinforzare la Nazionale.

Il giovane centrocampista classe 2001 si considera pronto per giocare nel massimo campionato e vorrebbe farlo con la maglia della Juventus, la squadra in cui è cresciuto e che ne detiene ancora il cartellino. Delle sue ambizioni Fagioli ne ha parlato nell'intervista concessa a Sportweek; leggiamo le sue dichiarazioni (fonte: calciomercato.com).

Nicolò Fagioli player of Cremonese, during the match of the...
Nicolò Fagioli / Vincenzo Izzo/GettyImages

Sull'esordio con la Juve:
"In realtà avrei dovuto esordire nelle ultime due-tre gare, a scudetto vinto, ma ebbi un problema al cuore per il quale venni operato e saltò tutto. Che tipo di problema? Un’aritmia. Ronaldo, che da ragazzo aveva sofferto della stessa cosa mi è stato molto vicino, consigliandomi dove operarmi, al Pinna Pintor di Torino, e cosa fare per recuperare facendo tutto per bene. Avevo visto Cristiano per la prima volta la vivo la sera del suo gol in rovesciata in Juve-Real di Champions, allo stadio. Al mio compagno delle Giovanili dissi: ’Pensa se uno così ce lo ritrovassimo qui l’anno prossimo’. Quando, qualche mese dopo, me lo ritrovai addirittura vicino di armadietto, non riuscii ad aprire bocca. Non sapevo cosa dirgli".

Sul futuro in maglia bianconera:
"Tifo Juve da bambino e per me sarebbe un sogno vestire quella maglia, ma devo capire bene che intenzioni hanno con me. Se hanno in mente un percorso da fare insieme, io sono dispostissimo a condividerlo. Ma i giovani devono giocare. Dove, se in una grande o in una piccola, non lo so. Vedo però che in Italia le cose stanno cambiando, anche Mancini non si fa problemi a chiamarli in Nazionale. Ripeto: se sono forti, i giovani devono giocare. E sì, io mi sento pronto per la Serie A". 


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