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Esiste un possibile equilibrio tattico per sostenere Raspadori e Scamacca insieme?

Gianluca Scamacca
Gianluca Scamacca | Giuseppe Bellini/Getty Images

Il Sassuolo di Alessio Dionisi in estate ha preso una decisione importante: via Ciccio Caputo per confermare i più giovani Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca, entrambi nel giro della Nazionale di Roberto Mancini.

Raspadori, classe 2000, si era messo in evidenza nel finale della scorsa stagione con il Sassuolo fino ad arrivare a vincere gli Europei. Scamacca, classe '99, centravanti di stazza, è ritenuto da diversi anni uno dei giovani prospetti più interessanti del nostro calcio.

Giacomo Raspadori
Giacomo Raspadori | Nicolò Campo/Getty Images

Il Sassuolo ha scommesso su di loro ma sin qui i due non hanno mai giocato insieme. Dionisi ha mandato in campo, insieme, Caputo e Raspadori, ma mai Raspadori e Scamacca. Dopo la partenza di Ciccio, l'uno è diventato l'alternativa dell'altro. Ma i due possono coesistere? Sì, a patto che venga trovato un equilibrio, parola magica nel nostro calcio. Il 4-2-3-1 con Frattesi-Maxime Lopez in mediana e Berardi, Raspadori, Boga (o Djuricic) e Scamacca in questo momento non sembra però essere sostenibile.

Dionisi sicuramente ci lavora ma non è semplice sbrogliare la matassa. Potrebbe passare al 4-3-3, aggiungendo una mezz'ala per puntare in avanti, ad esempio, su Raspadori, Scamacca e Berardi (o Boga) ma non sarebbe semplice lasciar fuori uno tra Boga, Berardi o Djuricic. Il 4-2-3-1 sembra il vestito perfetto per questo Sassuolo. Forse con un mediano più 'robusto' la soluzione Scamacca-Raspadori dall'inizio potrebbe diventare maggiormente praticabile.


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