Juventus

Elkann: "Ho fiducia nella Juve e nel lavoro di Agnelli. Mercato? Si chiama coerenza"

Stefano Bertocchi
John Elkann
John Elkann / Giuseppe Cottini/GettyImages
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John Elkann crede nella Juventus. E lo ribadisce nella lunga chiacchierata con La Gazzetta dello Sport: "In questo caso sono più che fiducioso, sono convinto! Perché la Juve sta attraversando un nuovo ciclo come è molte volte successo nella storia ormai centenaria che lega la mia famiglia alla maglia bianconera. Nel 2023 la mia famiglia festeggerà 100 anni di vita insieme alla Juventus, un record mondiale... Ed è un legame forte che si trasmette di generazione in generazione. Dopo ogni ciclo bisogna avere la pazienza di ricostruire. La squadra è cambiata tantissimo, ma alla guida c’è un allenatore come Allegri che conosce bene il club e lo spirito di tenacia e concretezza che lo caratterizza. Ci aspetta un campionato competitivo con una bella sorpresa come l’Atalanta, e una Champions difficile con il calcio inglese che è sempre più forte e ha fatto la parte del leone sul mercato. Ovviamente, in queste fasi di transizione bisognerebbe partire con il piede giusto. Quello che dispiace è non poter ancora vedere la Juve girare con tutti i cavalli e la potenza che avrebbe avuto a disposizione senza gli infortuni".

Grazie anche al suo impegno la Juve ha fatto un grande mercato e Allegri ha una rosa all’altezza dei top club europei.

"Con il Psg la Juve è scesa in campo senza alcun timore. A parte i primi 20’ se l’è giocata alla pari contro una delle favorite al successo finale di Champions. Io sono ancora più convinto e incoraggiato dalla prestazione di Parigi. Ora serve il massimo dell’impegno, ma anche un pizzico di fortuna. E penso agli infortuni pesanti che ci penalizzano".

La squadra ha puntato su alcuni campioni per vincere subito ma anche sui giovani.

"Si chiama coerenza. Tutti i cicli nascono da una squadra che ha forte identità di talenti italiani da valorizzare accanto a fuoriclasse già affermati. Miretti, Fagioli e Gatti, ad esempio, possono crescere vicino a un maestro d’esperienza come Di Maria che darà un grande contributo al gruppo. È una strada che la Juve ha sempre seguito per riaprire dei cicli".

Una via che ha grandi costi. Difficile arrivare alla sostenibilità nel calcio.

"Ho fiducia nel lavoro che sta portando avanti mio cugino Andrea Agnelli per dare un futuro al calcio con impegno e passione. Ma sono anche preoccupato per quello che c’è intorno al calcio e allo sport professionistico in generale. Al centro del sistema dovrebbero esserci i tifosi, gli atleti, e le squadre. C’è invece una deriva pericolosa che avvantaggia intermediari, organizzatori e regolatori che stanno mettendo in difficoltà il mondo dello sport perché sono motivati esclusivamente dai soldi e dal potere".

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