Storie di calcio

È morto Gian Piero Ventrone: la carriera e la storia dell'ex preparatore della Juve

Francesco Castorani
Ventrone
Ventrone / AFP/GettyImages
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Lutto nel mondo del calcio: è morto improvvisamente Gian Piero Ventrone a soli 62 anni. L'ex preparatore atletico, stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport aveva da poco scoperto di essere affetto da una leucemia mieloide acuta e si è spento nelle prime ore della mattina di oggi.

Una vita sul campo e il soprannome di "Marine" per i durissimi allenamenti a cui sottoponeva i propri calciatori. Preparatore atletico della Juventus di Lippi e Ancelotti dal 1994 al 1999 e dal 2001 al 2004. Con Lippi e la Nazionale nella spedizione del 2006. Il ritorno nel 2012 come vice-allenatore dell'Ajaccio con Bracconi e Ravanelli. La parentesi al Catania come preparatore e il trasferimento in Cina con lo Jiangsu Suning e il Guangzhou Evergrande.

A richiamarlo in Europa era stato Conte, per il quale svolgeva attualmente il ruolo di Fitness Coach di Kane e compagni. I video virali in estate della fatica a cui sottoponeva i suoi calciatori e una forma fisica brillante, evidente nell'inizio di stagione degli spurs.

Il saluto con affetto della società Juventus a Gian Piero Ventrone, diffuso sul proprio sito web.

"Se n’è andato uno dei nomi “storici” della Juve a cavallo dei due secoli. Gian Piero Ventrone ci ha lasciato all’età di soli 62 anni: ha lavorato per tante stagioni come preparatore atletico bianconero, dal 1994 al 1999, contribuendo, insieme a Mister Lippi, a costruire e a prendersi cura di una Juve che ha vinto di tutto, in Italia e in Europa.

Ventrone è tornato a Torino poi dal 2001 al 2004, arricchendo il suo (e nostro) palmares di altre vittorie. Un metodo innovativo, una cura della condizione fisica ispirata a criteri moderni, che ha fatto scuola in Italia e all’estero: Ventrone era, sempre con Lippi, nello staff dell’Italia Campione del Mondo 2006, e ha continuato ad arricchire la sua carriera di esperienze importanti, in Francia, in Cina e in Inghilterra, dove ha vissuto le ultime sue avventure.

Ricorderemo sempre la sua figura discreta, la sua cura dei dettagli, la sua filosofia del lavoro, e soprattutto quello che forse è stato il suo talento più grande: capire come il calcio (e quindi una delle sue componenti fondamentali, la tenuta fisica e atletica) stesse gradualmente entrando in una nuova era.

Una nuova era che, in parte, ha contribuito a scrivere.

Ciao, Gian Piero.
"

Comunicato al quale si unisce ovviamente anche il Tottenham, società in cui attualmente lavorava il preparatore atletico.

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