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Disfatta Nazionale: chi potrebbe sostituire Mancini alla guida dell'Italia?

Youssef Fadili
Roberto Mancini
Roberto Mancini / Claudio Villa/GettyImages
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Roberto Mancini e la Nazionale italiana, storia di un amore quasi giunto al termine. O quantomeno questo è quello che oramai i media lasciano trasparire un po' ovunque. Sono bastate solamente poche ore in casa Italia per capovolgere completamente le dichiarazioni rilasciate da Gravina nel post gara di ieri, quando l'attuale presidente della FIGC si augurava - dinanzi ad un deluso Mancini - di poter continuare la propria avventura anche a seguire.

Il giorno dopo l'eliminazione dalla corsa a Qatar 2022 si apre, dunque, con la possibilità del ct Mancini di lasciare al termine della sfida contro la Turchia di martedì, che potrebbe mettere così il punto conclusivo sull'ennesimo ciclo tricolore. Lo stesso allenatore ha mostrato qualche ripensamento in merito al proseguimento del suo mandato (circostanze in cui i media sguazzano, tra chi cerca di fare vera informazione e chi invece vuole solo notorietà), ma ha rimandato la decisione di qualche giorno, potendo così ragionare a mente fredda sulla possibilità di poter dare un altro apporto alla nazionale. 

In attesa che il tecnico ex Inter illumini la scena nazionale sulla sua decisione, i bookmakers si sono già scatenati sul suo possibile sostituto. Tanti sono i nomi accostati agli azzurri, non tutti però sembrerebbero adeguati alla circostanza. 

Le caratteristiche giuste per il ruolo di CT

La Nazionale, come ha dimostrato anche Ventura ai suoi tempi - un modesto allenatore di club, ma alquanto rivedibile come ct - è un ambiente particolare in cui lavorare e richiede caratteristiche specifiche. Il tecnico deve essere infatti in grado di saper coniugare la capacità di esprimere un modesto gioco con il carattere necessario per gestire un gruppo sempre pronto a mutare in base al periodo e alle convocazioni. Tutti aspetti che Mancini ha dimostrato di possedere fino all'anno scorso, quando qualcosa sembra essersi spento. Accettare un suo sostituto, da questo punto di vista, non significa ripartire per l'ennesima volta da zero, ma trovare l'allenatore in grado di correggere quelle imperfezioni che hanno incrinato il lento percorso di crescita azzurra - riuscendo senza eccessivi problemi ad adattarsi agli atleti di via in via a disposizione, senza compromettere eccessivamente i risultati da raggiungere. 

Solo un profilo di grande esperienza, di valore internazionale, sembra essere la scelta adeguata per sostituire in panchina un commissario tecnico in grado di riportare l'Italia sul tetto d'Europa, dovendo così far fronte anche ad una responsabilità non da poco da affrontare. 

Massimiliano Allegri, Marcello Lippi
FIGC Hall Of Fame / Gabriele Maltinti/GettyImages

Tra i tanti nomi estratti per una ipotetica successione azzurra, i meno appetibili sembrano subito essere quelli di Gattuso, Pirlo, Sarri e Inzaghi. I primi due non sembrano aver maturato ancora un bagaglio di esperienza tale da renderli appetibili per una carica decisamente delicata. Sarri, dal canto suo, non convince per una questione di definizione del sistema di gioco e di gestione dello spogliatoio, ambiti in cui il tecnico ex Napoli e Juventus ha dimostrato di aver bisogno di molto tempo a stretto contatto con i suoi atleti per raggiungere risultati ottimali. Non più appetibile appare, inoltre, la figura dell'attuale allenatore dell'Inter, il quale ha invece mostrato di non essere in grado di risollevare la propria squadra da un momento buio in caso di necessità - qualità fondamentale per un ct di una Nazionale, esposto molto più facilmente a critiche per la relativa scarsità di sfide disputate in un anno dalla propria rosa. 

Nonostante le ultime voci insistano pesantemente su un possibile accordo Cannavaro - Lippi per il post Mancini (non disdegnando neanche l'opzione Allegri), quello che a primo impatto appare come il miglior sostituto possibile per l'Italia non può che essere Carlo Ancelotti (non c'è assolutamente nessun contatto attualmente tra le due parti, ndr). Il tecnico ex Real Madrid possiede le qualità umane e puramente tattiche per ottenere nel più breve tempo possibile il meglio dai propri giocatori, come fatto vedere con i Blancos quest'anno. Il blasone ed il rispetto che porta con sé, inoltre, potrebbe sin da subito placare la furia e la sete di successo dei tifosi azzurri, ora più bramosi di ritornare a giocare un Mondiale dopo le ultime esperienze fallimentari.

Le circostanze, però, al momento consegnano uno scenario dove Mancini non ha ancora lasciato la panchina e martedì tornerà in campo con l'Italia in casa della Turchia. Solo dopo, al di là del risultato finale (che non farà cambiare opinione al pubblico), si potrà effettivamente capire quale sarà il futuro della Nazionale e del suo tecnico.


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