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Trentalange sul Var a chiamata: "Serve sperimentare, siamo pronti"

L'arbitro chiamato al VAR
L'arbitro chiamato al VAR | Chris Ricco/Getty Images

I più attempati ricorderanno sicuramente Alfredo Trentalange, ora nuovo presidente dell'Associazione Italiana Arbitri subentrato al posto di Marcello Nicchi, arbitro che ha calcato i campi di Serie A (ed europei) dal 1989 al 2003.

Alfredo Trentalange durante la sua carriera da arbitro
Alfredo Trentalange durante la sua carriera da arbitro | Claudio Villa/Getty Images

L'ex fischietto, al Corriere della Sera, ha parlato di diversi temi dopo la sua elezione, su tutti quello del VAR a chiamata: "Non si conosce ciò che non si sperimenta, però non decide l'Aia ma l'Ifab - le parole di Trentalange riportate dalla Gazzetta dello Sport -. Siamo disponibili a essere un laboratorio permanente. Rincorriamo sempre il calcio, che andrebbe anticipato... mi accontenterei di raggiungerlo". Poi è il turno della formazione degli arbitri, con Trentalange che ha spiegato come siano stati "persi seimila arbitri in sei anni. Servono condivisione, trasparenza, progettualità e innovazione. Ci saranno tavoli tematici dove le piccole sezioni si confronteranno con le grandi. Ma dovremo rendere disponibili voti e relazioni tecniche. E implementare la formazione, prima per i formatori"

L'arbitro Frappart
L'arbitro Frappart | Eric Alonso/Getty Images

La chiosa di Trentalange è sulla maggior comunicazione da parte degli arbitri e alla quota femminile di Direttori di gara: "Dobbiamo imparare a usare i social e far conoscere la persona dietro ogni arbitro. E poi, escluse quelle che chiamano in causa il giudice sportivo, dare chiavi tecniche delle scelte. Rocchi ci ha fatto fare passi avanti, la direzione è quella. Nel comitato nazionale c'è una donna (Katia Senesi), perché non ci sono solo ex arbitri di A. Siamo in grande ritardo e servono investimenti. Le donne sono avanti, l'alibi atletico non regge, sono multitasking, più brave per concentrazione e studio. Servono formazione e attenzione dedicata. E zero pregiudizi. Mi auguro un derby arbitrato da chi è della stessa città - conclude il presidente AIA -. Più il nostro mondo crescerà, più sarà possibile".


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