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De Ligt vale un tesoro: a quali condizioni la Juve può pensare di cederlo?

Youssef Fadili
Cagliari Calcio v Juventus - Serie A
Cagliari Calcio v Juventus - Serie A / Enrico Locci/GettyImages
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La vittoria all'Unipol Domus di Cagliari ha permesso alla Juventus di rosicchiare qualche punticino a Milan e Napoli, mantenendo così accesa ancora una minima possibilità di puntare a qualcosa di più del quarto posto al termine della stagione (e ciò non vuol dire ovviamente Scudetto, ma anche un secondo/terzo posto che renda più tranquilla la qualificazione alla prossima Champions).

La sfida disputata sul terreno sardo ha lanciato diversi segnali al mondo bianconero, alcuni incoraggianti e altri meno. La Vecchia Signora ha ritrovato dopo settimane la rete di Vlahovic, imbeccato da un Dybala che, a quanto si è visto, si muove meglio sotto pressione esterna - più precisamente messa da Allegri con Kean, rimasto fuori più di dieci minuti prima di subentrare. Non sono mancate anche le note negative nella serata, come l'impatto deludente dell'attaccante ex Everton e Psg. La vera eredità lasciata sul terreno dell'Unipol Domus però guarda al reparto difensivo e porta il nome di Matthijs De Ligt.

Matthijs De Ligt
De Ligt in gol / Enrico Locci/GettyImages

Prestazioni da leader

Autore della rete del momentaneo pareggio con un movimento da attaccante vero, smarcandosi prima dalla marcatura degli avversari e colpendo poi di testa in arretramento (riuscendo inoltre ad indirizzare la sfera nonostante l'equilibrio non perfetto), De Ligt ha permesso alla Juventus di riaprire la caccia al Cagliari prima del duplice fischio arbitrale. Il centrale olandese in fase difensiva non ha poi concesso nulla agli attaccanti sardi, che dopo il gol di Joao Pedro non si sono praticamente visti dalle parti di Sczsensy. La coppia formata con Chiellini si è rivelata quasi insuperabile nella circostanza e ha permesso ai bianconeri di difendere con le unghie il risultato negli ultimi minuti.

La prestazione di De Ligt in casa della quartultima forza del campionato non è però un caso isolato per l'olandese, uno dei grandi artefici dei risultati ottenuti nel girone di ritorno dalla Juventus. L'ex Ajax è stato infatti l'unico ad essere sempre a disposizione nella scuderia difensiva di Allegri nella seconda metà di stagione, offrendo quella continuità fisica e di prestazioni che Bonucci, Chiellini e Rugani faticano a sposare. Un difensore roccioso, solido, abile nel gioco di testa e nel guidare la difesa anche nelle circostanze più difficili. L'olandese si è infatti messo in mostra come leader di reparto, riuscendo a coesistere e coordinare i movimenti ottimamente i movimenti della retroguardia anche quando la Juve ha dovuto attingere ad Alex Sandro o Danilo come centrali per tappare i buchi dalle tante assenze.

De Ligt si è dimostrato inoltre anche un difensore goleador, pericolosissima in area di rigore e soprattutto dalla rete pesante. L'olandese ha messo a segno finora tre reti in questo campionato, le stesse del compagno di città tanto desiderato sul mercato Bremer per intenderci, tutte decisive per le sorti della Juve - autore del 3-2 in casa dello Spezia, dell'1-0 (poi finito 1-1) nel derby con il Torino e ora nel 2-1 in caaa del Cagliari).

Doti da leader, qualità balistiche e cattiveria in area di rigore dipingono il difensore come il degno successore di Bonucci e Chiellini, forse anche con la fascia di capitano al braccio un giorno. Senza pensarci su due volte viene subito spontaneo pensare che in nessun modo la Juventus debba privarsi del suo muro difensivo, ma la realtà è ad oggi ben diversa.

Mino Raiola, Carmine Raiola
Mino Raiola / Stefano Guidi/GettyImages

L'incognita Raiola

Per quanto la separazione da De Ligt sia uno degli ultimi pensieri della società bianconera, la Juventus deve fare i conti con due fattori. Il primo è dettato dal curatore dei diritti dell'ex Ajax, ovvero Mino Raiola. Il procuratore è in ottimi rapporti con la Vecchia Signora e questo potrebbe facilitare i dialoghi in merito ad possibile un prolungamento del contratto. Ciononostante, è noto come gli atleti della scuderia di Raiola siano tendenti a cambiare società di appartenenza alla ricerca della firma faraonica della propria carriera. L'olandese attualmente percepisce a Torino 8 milioni netti più eventuali bonus a stagione, una cifra che le casse della Juventus difficilmente potrebbero ritoccare di molto (anche in virtù delle difficoltà economiche post - Covid).

Le speranze di vedere il difensore centrale olandese per molti anni all'ombra dell'Allianz Stadium non sembrano tantissime, tanto da poter spingere la Juventus a prendere una decisione di "emergenza". La società torinese è consapevole che De Ligt (insieme a Vlahovic, il quale però è appena arrivato) rappresenta l'unico vero tesoretto a cui attingere nel tentativo di voler apporre qualche sostanziale cambiamento alla rosa, partecipando però solo a trattative dalle tre cifre in poi. Il contratto del centrale ex Ajax, secondo l'esperto di mercato Fabrizio Romano, prevede una clausola rescissoria superiore ai 100 milioni che si attiverebbe a partire da questa estate e che potrebbe permettere a società come Chelsea e Real Madrid di fare la propria mossa. Sul giocatore forte è anche il Barcellona, con tutti i dubbi relativi alle possibilità di spesa dei blaugrana nei prossimi mesi. I bianconeri, in caso di cessione obbligatoria o forzata, cercheranno quantomeno di avvicinarsi al valore della clausola rescissoria e di strappare così il più possibile dal proprio tesoretto.

Le condizioni per la permanenza di De Ligt a Torino non mancano, considerando anche come il giocatore si trovi attualmente bene in città e con la squadra. Ciononostante, aumentano giorno dopo giorno le possibilità che l'olandese si allontani dall'Italia in presenza di cifre che convincano tutte le parti in causa.


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