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De Ligt: "Alla Juve non importa se giochi male, l'importante è vincere"

Matthijs de Ligt
Matthijs de Ligt / Valerio Pennicino/GettyImages
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Matthijs de Ligt ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del The Guardian. Il difensore olandese della Juventus ha parlato della sua esperienza in bianconero, del DNA del club, del rapporto con Allegri e tanto altro.

Sul post gara contro il Villarreal.
"Voglio sempre essere il più critico con me stesso e so esattamente quando sbaglio. Per crescere a volte devi accettare di aver preso delle decisioni errate. E in quella situazione - sul gol di Parejo - avrei potuto sicuramente fare meglio".

Sull'esperienza alla Juventus.
"Ora mi sento più sicuro, più calmo e riesco a leggere meglio le situazioni. All'Ajax giocavo come centrocampista quando avevo 15 anni e poi sono diventato difensore centrale, ma non sempre capito le situazioni e di cosa aveva bisogno la squadra. In Olanda ero abituato a giocare in una linea molto alta, a volte anche troppo. Alla Juventus adesso si tratta di trovare un equilibrio"

"Chiellini a 27 anni gioca come se stesse leggendo un libro. Ovviamente non era così a 20 anni ma lo è diventato grazie all'esperienza".

Sul DNA della Juventus.
"La cosa più importante per me è vincere. Alla Juventus se vinciamo 1-0 e giochiamo male penso che tutti saranno comunque felici. Se giochi alla grande e perdi non sei felice. Ogni squadra ha il suo DNA. Le pressioni? Da piccolo c'erano un sacco di cose che mi venivano addosso, tante chiacchiere, ogni piccolo errore diventava qualcosa di enorme. Da giocatore devi amare la pressione, vuol dire che sei forte".

Sul rapporto con Allegri.
"La sua più grande qualità è che capisce che non deve sempre essere tutto bello. Questa è anche la mentalità della Juventus. Non importa se giochi bene, contano solo i tre punti. Passo dopo passo, capiamo di più cosa si aspetta da noi".


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