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De Laurentiis furioso sui diritti tv: "Non faccio iniziare il campionato e vi denuncio tutti"

Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli
Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli | Claudio Villa/Getty Images

La Serie A non sta navigando in acque tranquille. L’assemblea della Lega (dove si trovavano tutti i presidenti delle 20 squadre del campionato) si è riunita nel tardo pomeriggio di ieri in merito a un tema più che sensibile: la ripartizione degli introiti provenienti dai diritti tv. Qualsiasi siano state le proposte messe in campo per arrivare a una decisione condivisa, sono state bocciate e rispedite al mittente. Gli animi dei presidenti si sono scaldati, i toni erano tutt’altro che pacifici. In particolare, proprio per il mancato accordo su questo argomento, ad aver alzato la voce è stato il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis con delle parole al vetriolo: "Cosa mi interessa dei correttivi se non riportiamo la gente agli stadi? Non faccio iniziare il campionato e vi denuncio tutti".

Secondo il Corriere dello Sport, il patron del Napoli si è scagliato contro la FIGC già dal lunedì scorso in commissione Var. De Laurentiis aveva accusato la federazione di essere guidata da persone inadeguate e incompetenti. Questo aveva provocato la risposta repentina del presidente Gravina, che sta imponendo alla Serie A l’adeguamento alle direttive del Coni e alle regole della Federcalcio per quanto riguarda i quorum sulle votazioni.

Le frasi (e l’ira) del patron del Napoli riguardo l’apertura degli stadi ha spinto il presidente Dal Pino ad agire. Nel suo comunicato richiede, infatti, che i tifosi possano tornare fin da subito a godere dello spettacolo di una partita di calcio dal vivo non solo per gli Europei ma anche per la Serie A.

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