Dall'impiego in banca allo Scudetto: la carriera di Sarri, il rivoluzionario cambiato dalla Juve

Maurizio Sarri
Juventus v SS Lazio - Serie A | Stefano Guidi/Getty Images

"Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l'ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro". Così Maurizio Sarri alcuni anni fa in un'intervista a Il Foglio. L'ex impiegato ora è diventato un allenatore. Un allenatore affermato.

Non avrà uno stile da Vecchia Signora ma, si sa, l'abito non fa il monaco. Maurizio di strada ne ha fatta tanta e lo Scudetto a 61 anni (l'allenatore più vecchio della storia a vincerlo) è anche una storia per chi ci crede e ci ha creduto sempre. Con lui la classe operaia è al potere. Partendo dalla seconda categoria, nel 1990, con lo Stia, fino ad arrivare al trionfo con la Juventus, la più titolata d'Italia.

Cristiano Ronaldo - Soccer Player, Maurizio Sarri
Juventus v SS Lazio - Serie A | Stefano Guidi/Getty Images

Nel 1999 Maurizio decise di lasciare il lavoro in banca per dedicarsi alla carriera da allenatore. Nel 2003 vinse la Coppa Italia di Serie D e venne promosso in C2 con il Sansovino. Bisogna attendere il 2004 per l'esordio tra i professionisti, con la promozione in C1, alla guida della Sangiovannese. Nel 2005 l'esordio in B con il Pescara e una carriera che non decolla nonostante alcune piazze importanti come Verona e Perugia. Nel 2011 la Juve iniziò questo ciclo che dura da 9 anni. Sarri allora allenava in Serie C, al Sorrento. L'anno successivo però sarebbe arrivata la svolta perché Sarri assume il comando dell'Empoli e nonostante un inizio negativo, il presidente Corsi gli dà fiducia e alla fine avrà ragione lui.

Inizia l'altra carriera di Maurizio Sarri che in due anni porterà l'Empoli alla promozione in Serie A e poi riuscirà anche nell'impresa di salvare i toscani. Non con catenaccio e contropiede ma con il gioco. Quel gioco che stuzzica l'interesse del Milan su suggerimento di Sacchi ma alla fine prevale il Napoli. Tre anni sulla panchina azzurra, rimpiazzando un nome internazionale come Rafa Benitez. Dopo un secondo e un terzo posto, al terzo anno sfiora lo Scudetto e stabilisce il record di punti del Napoli in Serie A (91). La grande cavalcata gli vale la chiamata del Chelsea dove vincerà il suo primo grande trofeo, l'Europa League. Nonostante il successo europeo non viene confermato e torna in Italia. Arriva la chiamata forse più inaspettata, quella della Juventus. Gli si chiede di vincere con il gioco. Ha vinto lo Scudetto al suo primo anno, dando continuità a un lungo ciclo iniziato nel 2011. Perché arrivare vicini conta solo a bocce.

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