Da trequartista e alle spalle di Ibra, sarà l'anno della consacrazione di Hakan Calhanoglu?

Hakan Calhanoglu
Hakan Calhanoglu | Charles McQuillan/Getty Images

Estate 2017. Il Milan ha appena salutato Silvio Berlusconi e dato il benvenuto al nuovo corso cinese. Un nuovo corso che inizia con una campagna acquisti faraonica e che finirà, invece, appena un anno dopo lasciandosi dietro un fallimento totale, tecnico ed economico. Di quella campagna acquisti, infatti, ad appena 3 anni di distanza, sono rimasti solo Conti, in uscita, Kessiè e Calhanoglu.

Calhanoglu
Calhanoglu | Claudio Villa./Getty Images

Proprio il turco arrivò come uno dei talenti migliori d'Europa, nonchè uno dei calciatori più forti dell'intera Bundesliga, deludendo, però, le aspettative. Certo, emergere in una squadra che va allo sbando non è facile. Tuttavia il suo impatto fu veramente deludente. Si vedeva poco in campo e anche quando aveva il pallone tra i piedi non inventava nulla. Sembrava la brutta copia di sè stesso.

Poi, la svolta. Esonerato Montella, sulla panchina si siede Gennaro Gattuso che subito gli cambia ruolo. Non più mezzala come con l'ex Fiorentina, bensì esterno d'attacco. Una posizione che lo rigenera. Se a centrocampo, infatti, si ritrovava imbottigliato tra compiti difensivi, non il piatto forte di un trequartista come lui, e una zona, quella centrale, senza sbocchi, soprattutto se si parte così lontano dalla porta, da ala, Calha, aveva maggiore libertà d'azione.

Hakan Calhanoglu
Hakan Calhanoglu | Marco Luzzani/Getty Images

Il turco, così, si rifà nella seconda parte di stagione. La svolta nella sua storia al Milan. Anzi, no. Sì, perchè inizia la stagione 2018/2019 e tutti i passi avanti fatti vengono cancellati con un colpo di spugna. Calhanoglu torna alla mediocrità e i tifosi, stanchi di lui, cominciano a fischiarlo e ad appiccicargli lo spiacevole soprannome di Cacanoglu.

Si arriva, così, all'estate 2019. Altra rivoluzione in panchina, arriva Giampaolo il cui modulo preferito è il 4-3-1-2. Uno schema con il trequartista. Peccato che Calhanoglu venga messo nella lista dei partenti. Lo cerca il Lipsia, ma il Milan chiede troppi soldi e, così, non se ne fa nulla. Resta, ma, comunque, l'allenatore nativo di Bellinzona gli preferisce Suso nella posizione alle spalle delle punte. Lui torna a fare la mezzala con i già noti risultati. Anche il progetto Giampaolo naufraga, arriva Pioli che lo rimette ala. Prima partita, super gol al Lecce, poi un altro calo, suo e della squadra.

Pioli e Calhanoglu
Pioli e Calhanoglu | Pier Marco Tacca/Getty Images

Proprio quando le speranze si stavano (o si erano) definitivamente spegnendo, a gennaio 2020 c'è la svolta. Il Milan compra Zlatan Ibrahimovic e Pioli passa dal 4-3-3 al 4-4-2. Calhanoglu gioca in una posizione ibrida tra l'esterno di centrocampo e la mezzala. L'esperimento funziona, ma Pioli non trova una punta da affiancare a Ibra e, così, passa al 4-2-3-1. Il turco torna, finalmente, alla posizione a lui più congeniale: trequartista. Il finale di stagione è un crescendo di prestazioni esaltanti. Forse per la prima volta, in Italia si vede il vero Hakan Calhanoglu.

Ieri, con il match di Europa League contro lo Shamrock Rovers, è partita ufficialmente la nuova stagione del Milan. Una stagione che vedrà Calhanoglu titolarissimo da trequartista, alle spalle di Ibra. Una stagione iniziata, nonostante l'avversario umile, subito con un gol. La stagione, probabilmente, della definitiva consacrazione del 26enne turco.

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