Roma

Da Rapuano a Di Bello: tutti gli arbitri finiti nel mirino di Mourinho

Alessio Eremita
José Mourinho
José Mourinho / Silvia Lore/GettyImages
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Domani, mercoledì 4 maggio, ricorre l'anniversario dell'annuncio di José Mourinho in qualità di allenatore della Roma. In questi dodici mesi sono state tante le critiche - talvolta ironiche - mosse dal portoghese nei confronti degli arbitri.

Lo Special One ha spesso difeso l'onore della società giallorossa da presunti torti arbitrali che, a suo dire, hanno compromesso il cammino della sua squadra sia in Serie A sia in Europa. Il primo direttore di gara a essere finito nel mirino di Mourinho è stato Antonio Rapuano, per aver ammonito Lorenzo Pellegrini nel finale di Roma-Udinese: il centrocampista è stato costretto a saltare il derby con la Lazio. Stracittadina che ha visto Mourinho inveire contro Marco Guida per un rigore non fischiato ai danni di Nicolò Zaniolo.

Michael Fabbri, Jose Mourinho
Michael Fabbri, Jose Mourinho / Silvia Lore/GettyImages

È stata poi la volta di Daniele Orsato in un Juventus-Roma: l'arbitro - ricorda oggi La Gazzetta dello Sport - non ha convalidato il gol di Tammy Abraham e non ha fischiato un rigore per un fallo su Jordan Veretout. Successivamente, è stato il turno di Fabio Maresca in un Roma-Milan: nessuna sanzione per il contatto tra Simon Kjaer e Stephan El Shaarawy. Altri due i casi da segnalare: Gianluca Aureliano non ha notato un fallo su Roger Ibanez in un Venezia-Roma, prima del rigore assegnato ai padroni di casa; e Luca Pairetto, protagonista in negativo durante Spezia-Lazio: è stato ritenuto regolare il gol-vittoria di Francesco Acerbi, in netta posizione di fuorigioco al momento del tiro.


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