Da meteora italiana a punto fermo del Milan: la rivincita di Ante Rebic

Ante Rebic
AC Milan v Torino FC - Serie A | Marco Luzzani/Getty Images

Estate 2013. Daniele Pradè, direttore sportivo della Fiorentina da appena un anno, dà vita a una campagna acquisti di altissimo livello. Arrivano Ambrosini, Joaquin, Ilicic e, soprattutto, il colpo da novanta, Mario Gomez. Non solo nomi di prestigio, però. L'ex ds della Roma, infatti, porta a casa anche un giovane croato: Ante Rebic. Quest'ala di soli 20 anni l'aveva impressionato. All'epoca, d'altronde, aveva già messo insieme 54 presenze e 16 gol in campionato con la maglia del piccolo RNK Spalato.

I tifosi della Viola, euforici per la coppia Giuseppe Rossi-Mario Gomez, già immaginano Rebic come nuovo Jovetic o nuovo Ljajic. Non andrà così. Il croato, infatti, passa la prima parte di stagione in panchina, riuscendo a racimolare pochi minuti. L'8 gennaio, tuttavia, Rebic sigla il suo primo gol italiano durante una partita di Coppa Italia contro il Chievo. Può essere l'inizio della sua ascesa, ma si infortuna gravemente nel corso del match. Torna a fine stagione, dove, comunque, riesce a mettere a segno anche la sua prima rete in Serie A. Il suo bottino recita: 4 presenze e 1 gol in campionato.

Ante Rebic, Nenad Krsticic
ACF Fiorentina v UC Sampdoria - Serie A | Gabriele Maltinti/Getty Images

Un bottino troppo misero. La Fiorentina, a quel punto, decide di mandarlo a farsi le ossa. Come destinazione sceglie la 2 Bundesliga, più precisamente l'ambizioso Lipsia di Ralf Rangnick che, dai viola, aveva appena preso anche il difensore ex Hoffenheim, Marvin Compper. Il 21enne croato, tuttavia, litiga presto con l'allenatore dei Roten Bullen, Achim Beierlorzer, passando una stagione da incubo in cui racimola appena 10 presenze senza gol.

Torna, così, alla casa madre, la Fiorentina, che, nel frattempo, ha cambiato allenatore. In panchina ora siede Paulo Sousa che non lo scarta a prescindere. No, anzi. Lo tiene in grande considerazione soprattutto per l'Europa League, dove gioca da titolare nelle prime due giornate dei gironi. Alla terza, tuttavia, viene espulso, perdendo il posto. A gennaio, dopo un bottino di 4 presenze e un gol in campionato (esattamente come la prima volta), i viola decidono di mandarlo nuovamente in prestito.

Ante Rebic, Mattia Cassani
Hellas Verona FC v UC Sampdoria - Serie A | Dino Panato/Getty Images

Stavolta scelgono di seguire i suoi passi, mandandolo a giocare in un'altra squadra di Serie A. Lo prestano all'Hellas Verona. Peccato che, la stagione 2015/2016, sia la peggiore degli scaligeri, i quali finiscono ultimissimi con appena 28 punti in 38 giornate. Data la grave situazione di classifica, dunque, al giovane croato non vengono date molte chance. Così come al Lipsia, infatti, anche qui racimola 10 presenze e 0 gol.

A luglio del 2016, quando Rebic ha ancora appena 23 anni, la Fiorentina decide di liberarsene, ritenendolo una meteora. Su di lui ci scommette, così, l'Eintracht Francoforte. La prima stagione convince tutti e, un anno dopo, i tedeschi lo rilevano dietro a un compenso bassissimo: 2 milioni. In quattro stagioni all'Eintracht, Rebic si impone come uno dei migliori esterni offensivi della Bundesliga.

Ante Rebic
AC Milan v Bologna FC - Serie A | Jonathan Moscrop/Getty Images

Dopo essersi messo in mostra con la sua Croazia nel Mondiale 2018 e a seguito di una stagione irripetibile accanto a Jovic e Haller, il nativo di Spalato capisce che è il momento di prendersi la sua rivincita. Vuole tornare nel Paese che lo ha etichettato troppo in fretta come 'meteora' e dimostrare che si sbagliavano di grosso, Vuole l'Italia. I suoi procuratori lo offrono all'Inter che è in trattativa per la cessione di Politano alla Fiorentina (sì, proprio lei), ma, alla fine, l'ex Sassuolo resta in nerazzurro. All'ultimo giorno di mercato, tuttavia, arriva il Milan e lui accetta subito.

L'inizio, anche qui, non è semplice. Arrivato come seconda punta per il 4-3-1-2 di Giampaolo, finisce subito in panchina a causa del cambio modulo del tecnico di Bellinzona. Il Milan raccoglie più sconfitte che punti e Giampaolo viene esonerato. A Rebic sembra di rivivere i sei mesi all'Hellas. Squadra in difficoltà e poche chances per lui. Arriva Pioli in panchina che prova a inserirlo a gara in corso, ma Rebic non risponde presente.

AC Milan v Udinese Calcio - Serie A
AC Milan v Udinese Calcio - Serie A | MB Media/Getty Images

Gennaio 2020. Il Milan ha deciso: Rebic tornerà all'Eintracht. Il suo tentativo di rivincita è fallito. Anzi no. Il 19 gennaio, i rossoneri sono sotto 0-1, in casa, contro l'Udinese. Pioli decide di mandarlo in campo nella ripresa per supportare Ibrahimovic. Passano 3 minuti e il croato pareggia i conti. Theo Hernandez ribalta la situazione, ma i friulani riacciuffano il pareggio. Minuto 93, la partita sembra finita. Non lo è. Rebic parte in percussione e libera il sinistro. 3-2 Milan, i tifosi sono in delirio.

Da lì in poi, è tutta un'altra storia. Rebic segna a ripetizione, diventa l'uomo in più del Milan e convince i rossoneri a tenerlo. Ieri, 12 settembre 2020, il Milan annuncia di averlo acquistato a titolo definitivo. La rivincita è compiuta.

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