Crisi nera per l'Arsenal: Eriksen e Isco per risollevarsi?

Matteo Govoni
La delusione sul volto di David Luiz dopo l'ennesima sconfitta, contro l'Everton di Ancelotti
La delusione sul volto di David Luiz dopo l'ennesima sconfitta, contro l'Everton di Ancelotti / Clive Brunskill/Getty Images
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Dall'addio dello storico allenatore Arsene Wenger, nell'estate del 2018, l'Arsenal sembra essere piombata in un tunnel da cui non scorge il minimo fascio di luce. Dopo 14 giornate di Premier, infatti, registriamo uno degli avvii di stagione più sconcertanti della sua storia: 15° posizione con 14 punti, a -11 dalla zona europea e a +4 dallo spettro Championship. 8 sconfitte in 14 partite e 2 soli punti nelle ultime 7 evidenziano una media punti da retrocessione: ciò che fa specie è che stiamo parlando di uno dei club più blasonati e di maggior tradizione della storia calcistica inglese. Qual è il problema dei Gunners?

Pool/Getty Images

La società ha più volte ribadito la massima fiducia verso Mikel Arteta, ex vice di Guardiola e fortemente voluto dalla dirigenza, che in un anno e mezzo di gestione ha aggiunto due trofei al museo dei Gunners, ma non è assolutamente da escludere che i vertici societari possano prendere decisioni drastiche se la situazione non dovesse migliorare. Nel frattempo, il dito è stato chiaramente puntato contro i giocatori: se è assodato che la rosa a disposizione non può competere per il titolo, dall'altra parte l'obiettivo minimo per la stagione in corso era quello di raggiungere un piazzamento Champions, che sembra oramai irraggiungibile. Il presidente americano Stan Koenke sta valutando un taglio degli stipendi dei giocatori pari al 25% in caso di retrocessione, che sui 150 milioni di monte ingaggio della rosa equivale a circa 38 milioni di sterline: riduzione del budget direttamente proporzionale al ridimensionamento degli obiettivi stagionali della società.

Isco Alarcòn, fantasista del Real in rotta con le Merengues
Isco Alarcòn, fantasista del Real in rotta con le Merengues / Fran Santiago/Getty Images

Nell'immediato, la dirigenza cercherà di accontentare le richieste dell'allenatore durante il mercato di gennaio, il quale lamenta una scarsa qualità nel reparto nevralgico della squadra: in questo senso, le qualità di due giocatori come Isco ed Eriksen possono far svoltare la stagione dei Gunners, sia dal punto di vista tecnico che mentale. Stagione che, nonostante la partenza ad handicap in campionato, è ancora molto lunga e vede la squadra di Arteta qualificata ai sedicesimi di Europa League, in virtù di un girone impeccabile superato a punteggio pieno.

Christian Eriksen, mai entrato in sintonia con il progetto tattico di Antonio Conte
Christian Eriksen, mai entrato in sintonia con il progetto tattico di Antonio Conte / Marco Luzzani/Getty Images

Il talento del Real Madrid, di cui per tanti anni è stato il perno del centrocampo insieme a giocatori del calibro di Modric, Kroos e Casemiro, è ormai ai margini del progetto di Zinedine Zidane, come da lui stesso confermato e ha bisogno di nuove motivazioni. Stesso discorso vale per Eriksen, fantasista danese dell'Inter, con la sola differenza che il centrocampista ex Tottenham, fin dal suo arrivo in Italia, non ha mai reso secondo le aspettative, anche per via, se vogliamo, di un contesto tattico (quello di Antonio Conte) poco consono alle sue caratteristiche. L'aria inglese potrebbe fargli bene, per giunta quella del nord di Londra, dove, sponda Tottenham, ha deliziato per molte stagioni i palati dei suoi tifosi con le sue giocate illuminanti.

Chloe Knott - Danehouse/Getty Images

In un certo senso, fa sorridere parlare di mancanza di qualità nel centrocampo dei Gunners, con un giocatore come Mesut Ozil ancora sotto contratto. Seppur ormai totalmente ai margini del progetto e in rotta con la società, il tedesco rimane il più pagato dell'intera rosa: è una situazione veramente paradossale! Prima di accontentare Arteta sul mercato e sobbarcarsi ulteriori ingaggi pesanti, in casa Arsenal farebbero bene a risolvere i numerosi dissidi interni, i quali sicuramente influiscono sui risultati di campo.


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