Roma

Cosa vuol dire per la Roma il ritorno di Davide Frattesi?

Andrea Gigante
Davide Frattesi
Davide Frattesi / Alessandro Sabattini/GettyImages
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C'è un verso di una famosissima canzone d'amore che probabilmente viene applicato più al calcio che alla sfera sentimentale. "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano": è la frase tipo che tutti i giornalisti - a questo punto me compreso - tirano fuori dal cilindro quando un giocatore torna a vestire una maglia già indossata tempo addietro.

Chissà se Davide Frattesi ascolterà "Amici Mai" di Antonello Venditti mentre imboccherà quel tratto dell'autostrada A1 che da Reggio Emilia lo porterà a Roma. Oppure se preferirà tenere la radio spenta e pensare a cinque anni fa, quando percorse la stessa strada ma in direzione opposta. Era infatti il 2017 quando i giallorossi lo inserirono come contropartita tecnica per abbassare le richieste economiche esorbitanti del Sassuolo per Gregoire Defrel e probabilmente in quel momento gli sarà anche crollato il mondo addosso perché essere ceduti dalla propria squadra del cuore senza avere nemmeno una chance ti lascia l'amaro in bocca.

Ma Frattesi non si è lasciato abbattere e, con i prestiti ad Ascoli, Empoli e Monza, ha dimostrato ai neroverdi di essere pronto per la Serie A. Gli è bastato poi un solo anno nella massima categoria per imporsi come uno dei profili più interessanti di quella fabbrica di talento chiamata Sassuolo.

Durante il girone di ritorno dello scorso campionato si è parlato di un forte interessamento dell'Inter, ma quando la Roma ha bussato alla sua porta, Frattesi è corso ad aprire con la stessa velocità con cui vai a rispondere al corriere che ti porta un pacco che aspettavi da settimane. È infatti ai dettagli la trattativa che lo riporterà in giallorosso, con i capitolini pronti a mettere sul piatto - anche stavolta - alcuni romani e romanisti come Volpato o Bove come contropartite.

Le cose sono però cambiate rispetto a 5 anni fa. Prima di tutto è cambiato il giocatore che adesso non è più un ragazzino acerbo e gracilino, ma un centrocampista pronto e con alle spalle già una stagione da protagonista in A. Poi è cambiata anche la Roma che, dopo un periodo di mercato randomico, pare finalmente aver intrapreso una strategia ben decisa e che si è scrollata di dosso l'etichetta di perdente vincendo la Conference League.

Merito di José Mourinho? Può darsi. Quel che importa è che adesso i giallorossi stanno cercando di trovare quel giusto mix tra esperienza e gioventù che è alla base di ogni successo. Dopo l'arrivo del mastodontico Matic, ecco allora quello del figliol prodigo Frattesi.

Dal punto di vista tattico, il futuro ex giocatore del Sassuolo può giocare in ogni tipo di modulo pensato dallo Special One durante il suo primo anno di mandato nella Capitale: che sia da mezzala in un centrocampo a tre o a cinque, o da mediano al fianco di un compagno, Frattesi garantirà sempre grande qualità di palleggio e inserimenti.

La Roma potrebbe prendere (utilizziamo ancora il condizionale perché nel calciomercato non è mai detta l'ultima parola) un vero e proprio jolly in mezzo al campo. Tuttavia, il possibile arrivo di Frattesi non entusiasma solo sul piano sportivo, ma anche (forse soprattutto) per quello extra-calcistico.

Prima di tutto perché è romano e - nonostante la sua iniziale militanza nelle giovanili della Lazio - romanista. Dopo gli addii di Totti, De Rossi e Florenzi nel giro di pochi anni, l'idea di poter riabbracciare un uomo del popolo (oltre Pellegrini) genererà senz'altro grande hype sulla sponda giallorossa del Tevere.

Poi perché sarebbe l'ennesimo tassello della strategia di italianizzazione intrapresa dalla Roma negli ultimi tempi. Spinazzola, Pellegrini, Mancini, Cristante e Frattesi sono destinati infatti a essere l'ossatura della Nazionale del futuro e poterli avere in rosa è sicuramente un vanto per la società giallorossa.

Insomma, il probabile acquisto di Davide Frattesi non permetterebbe ai capitolini soltanto di alzare il proprio livello riducendo il gap con le prime della classe, ma costituirebbe anche un ulteriore passo della società verso gli ideali e i valori della tifoseria, e permetterebbe inoltre a un ragazzo di 23 anni di vestire la maglia del suo cuore. D'altronde, come cantava Venditti, parliamo di "Amori indivisibili / indissolubili inseparabili".


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