Cosa può fare la Juventus per sfruttare al meglio Vlahovic?

Stefano Oriolo
Dusan Vlahovic
Dusan Vlahovic / Nicolò Campo/GettyImages
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Tredici minuti per sbloccarsi all'esordio in campionato contro il Verona, trentatré secondi per segnare all' esordio assoluto in Champions League, l'impatto di Dusan Vlahovic alla Juventus sembrava promettere "fuoco e fiamme" eppure, dopo l'euforia iniziale, gli effetti del numero 7 bianconero sono stati più blandi. Lo dimostrano le prestazioni sotto tono e i numeri, con il serbo andato in rete solo una volta nelle ultime sei giornate e che fatica a trovare continuità.

Dusan Vlahovic
Vlahovic contro l'Inter / Jonathan Moscrop/GettyImages

L'adattamento e la forma fisica

Vista l'enorme cifra sborsata per strapparlo alla Fiorentina, le aspettative su Vlahovic sono state alte sin dal primo momento, malgrado ciò, non va trascurato il fatto che è sempre un ragazzo di 22 anni e che fino a poco tempo fa non aveva mai avuto la possibilità di giocare partite di un certo livello avendo calcato campi internazionali esclusivamente con la Serbia.

Un altro motivo dell'attuale "calo" di Dusan è riconducibile anche alla differenza del carico di lavoro rispetto a quello di Firenze, il serbo non era certamente abituato a giocare più match in una settimana: la sua esplosività e il suo fisico ne hanno risentito. Vlahovic ha bisogno di tempo, la Juve lo sa e non ha intenzione di mettergli fretta.

Massimiliano Allegri coach of Juventus FC  and Dusan...
Massimiliano Allegri e Dusan Vlahovic / Insidefoto/GettyImages

I numeri

Il calo di Vlahovic è sancito proprio dai numeri che "condannano" le ultime uscite dell'attaccante: 5 reti in 12 partite, solo 1 nelle ultime 6 di campionato (contro la Salernitana), cifre non certamente paragonabili a quelle di Firenze, dove Dusan aveva collezionato 20 goal in 24 match. Una media goal passata da1.24 a 0.5 per gara.

Al contempo, però, i numeri non sono l'unico elemento da tenere in considerazione, ovviamente il gioco della Juventus non è quello della Fiorentina, dove Vlahovic era il fulcro assoluto e veniva servito in modo più costante. Un aspetto chiave, in tal senso, può essere connesso ai cross pericolosi dalle fasce, aspetto che in viola certo non difettava e anzi brillava (tra lavoro delle ali e sovrapposizioni di Odriozola-Biraghi).

Dusan Vlahovic
Vlahovic / Francesco Pecoraro/GettyImages

Nonostante il calo, l'attaccante serbo rimane primo in classifica marcatori della Serie A insieme a Ciro Immobile, e vista la stagione per certi versi priva di mordente per le ambizioni bianconere, Vlahovic potrà sfruttare le ultime partite di campionato per prendere sempre più confidenza con il gioco della Vecchia Signora e puntare la prossima stagione al massimo.

La Juve non ha fretta, le basi ci sono, ora sta alla dirigenza creare una squadra che sappia valorizzare le caratteristiche del numero 7, destinato ad essere protagonista con la casacca bianconera per molti anni a venire.


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