Napoli

Cosa mi rimane di Diego Armando Maradona

Alessio Eremita
Diego Maradona
Diego Maradona / Getty Images/GettyImages
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Oggi, 30 ottobre 2021, ricorre il 61esimo compleanno di Diego Armando Maradona. Il ricordo della leggenda argentina vive ancora nei cuori di ogni appassionato di calcio, anche di chi - come me - ha potuto assistere alle sue magie in campo attraverso video di vecchie partite. Quando Maradona appendeva gli scarpini al chiodo, avevo appena due anni.

Troppo pochi per comprendere la maestosità di un personaggio eclettico e tanto chiacchierato. Ebbene, oltre a scandali e voci c'era molto di più. Nonostante l'iconica Mano de Dios nella Coppa del Mondo del 1986, il ricordo di Maradona che più mi affascina è il rapporto con la città di Napoli.

Diego Maradona
Diego Armando Maradona / Etsuo Hara/GettyImages

Le vie del capoluogo campano ricordano il sobborgo di Buenos Aires. Il Pibe de Oro respira aria di casa e si incastra alla perfezione con il mosaico napoletano: la gente lo ammira ed esalta, lui si mostra cordiale e si lascia trasportare dall'atmosfera. In campo dipinge calcio e ripaga la fiducia di un popolo - quello partenopeo - che mai dimenticherà il primo storico Scudetto conquistato il 10 maggio 1987.

Quel giorno, la squadra allenata da Ottavio Bianchi pareggia al San Paolo contro la Fiorentina, ma la sconfitta dell'Inter a Bergamo scatena l'euforia dello stadio che, a tinte azzurre, può finalmente gioire per il titolo. Certamente si tratta di una vittoria di squadra, ma sarebbe banale non sottolineare l'importanza di Maradona all'interno di quel gruppo. Lo stesso che, trascinato dall'argentino, in quell'anno alza perfino una Coppa Italia. A volte, anche i sogni diventano realtà. E non sbiadiscono con il trascorrere degli anni. Per fortuna.


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