Juventus

Cosa darà Gleison Bremer alla difesa della Juventus di Allegri?

Simone Catanzaro
Gleison Bremer
Gleison Bremer / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Che fosse un predestinato lo si sapeva già, soprattutto per via del suo nome: “mio padre mi ha raccontato che il mio nome deriva da Brehme, un giocatore che militava nell’Inter negli anni Ottanta”, dichiarò il venticinquenne brasiliano in una recente intervista. Il bianconero, però, era nel suo destino, visto il suo passato in patria con la maglia dell'Atletico Mineiro.

A scuola non gli piaceva molto la matematica, anche se con i numeri dovrà averci a che fare per un po' di tempo, visto che su di lui peserà molto la valutazione complessiva fatta dalla Juventus per portarlo dall'altra sponda del Po: 41 + 9 di bonus, per un totale di 50 milioni al Torino e 6 milioni d'ingaggio al giocatore (bonus compresi).

Ma, come detto, a lui non interessano tanto i calcoli. Ha sempre fatto parlare il campo, e l'ultima stagione ha visto la sua definitiva consacrazione, tanto da essere premiato come "miglior difensore della Serie A" al termine del campionato.

Gleison Bremer
Gleison Bremer premiato Miglior Difensore Serie A 2021/22 / Nicolò Campo/GettyImages

Ha sempre preferito la storia, come l'ennesima, di mercato, a cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni. Riavvolgiamo per un attimo il nastro: l'Inter aveva un accordo verbale con il giocatore ormai da mesi (3 milioni a stagione) e stava formalizzando quello col Torino sulla base di 30 milioni + bonus + il cartellino di Casadei (valutato 7,5 milioni), ma stava aspettando di far quadrare i conti, soprattutto con l'uscita di Skriniar, sul quale col PSG è tutto fermo da giorni, prima di dare l'affondo decisivo per il brasiliano. Questo temporeggiamento ha fatto sì che entrasse prepotentemente in scena la Juventus, a maggior ragione dopo la cessione di de Ligt al Bayern Monaco.


Dal bianconero al.. bianconero: cosa può dare alla Juve di Allegri

Gleison Bremer, Junior Messias
Bremer in contrasto con Messias / Jonathan Moscrop/GettyImages

Il venticinquenne brasiliano ormai ha raggiunto un grado di affermazione che gli permette di essere considerato un top del suo ruolo. Dovrà misurarsi e affermarsi nel massimo palcoscenico europeo per poter ambire a quel sogno chiamato Selecao, ma rimanendo sempre con i piedi ben piantati per terra, perché sa che c'è sempre da migliorare: alla fine dell'allenamento spesso si ferma al campo per qualche seduta supplementare di tecnica o di tattica, ma anche per lavorare sul fisico e rivedere i video delle sue giocate. La perseveranza è tutto e Bremer si riconosce appieno in questa caratteristica.

In questi anni al Torino, Bremer è stato il faro della difesa a tre granata. Un fisico imponente (188 centimetri) gli permette di essere molto forte in marcatura, ma è anche molto veloce nell'allungo. Un dato da sottolineare è che il gigante brasiliano nello scorso campionato ha vinto l'83% dei contrasti, contro il 74% di Bonucci.

Inoltre nell'ultima stagione si è visto che un'arma vincente nel gioco di Juric, che da sempre si rifà a un calcio gasperiniano "a tutto campo", fosse quella di pressare in avanti gli avversari senza paura di lasciare i difensori "uomo contro uomo" con tanto campo da difendere alle spalle. La velocità e il tempismo di Bremer nel recupero facevano la differenza.

Tutti hanno ancora impresso nella propria memoria recente l'ultimo derby della Mole del 18 febbraio scorso terminato 1-1, quando a dare nell'occhio fu il duello fra Bremer e Vlahovic, dove il brasiliano riuscì ad arginare e a contenere in modo più che egregio il centravanti serbo, che in quella partita faticò e non poco. Da adesso in poi saranno avversari solo in allenamento.


Dusan Vlahovic, Gleison Bremer
Bremer vs Vlahovic in Juventus-Torino / Jonathan Moscrop/GettyImages

Fisicità, mentalità e perseveranza alla corte di Allegri. A Bremer è sempre piaciuta la storia e da adesso è pronto a farla nella Juve.


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